RITRATTO, ADOLESCENZA E DISABILITÀ

È ripartito alla grande AITO•L@byoung, il laboratorio fotografico inclusivo e innovativo da me realizzato per l’associazione Diversamente Genitori dedicato alle e agli adolescenti anche con disabilità o neurodivergenze! La sfida è quella di nutrire un gruppo ampio (siamo quasi in 20!) e molto variegato, ove mettere a tema e in discussione il tema stessa della ‘normalità’. Come? Attraverso la pratica del ritratto e dell’autoritratto, convintɜ del fatto che la creatività è cura!

Fin dal primo appuntamento, abbiamo giocato con le luci, vedendo quanto cambia il nostro volto a seconda di dove le posizioniamo: la luce è gentile se frontale, drammatica se laterale, mostruosa se dal basso!
Ci siamo divertiti e divertite.

UN VIAGGIO ATTRAVERSO I GENERI FOTOGRAFICI

Ogni appuntamento ha un colore-giuda e, con la scusa di affrantora uno dei generi fotografici, di fatto ci permette di metterci in gioco attraverso set fotografici sempre diversi ma sempre incentrati sulla materia che abbiamo più facilmente per le mani… noi stessɜ!

Paesaggio, street, architettura, still life… ogni occasiona è buona, per noi, per metterci la faccia!

Ogni cosa è un autoritrattoOgni cosa è un diario. (Chuck Palahniuk)

L’ADOLESCENZA? UN CANTIERE

Da anni lavoro sullo splendore dell’adolescenza e da anni continuo a stupirmi della profonda verità di questa idea, ossia che l’età dello sviluppo sia un tempo luminoso. Non è sempre immediato coglierlo, ma spesso dipende dallo sguardo di chi guarda.

In adolescenza (come in fotografia e filosofia, del resto) una delle dinamiche più attive è quella tra nascondimento e disvelamento di sé. L’obiettivo? Darsi alla luce, come soggettività autonoma e come voce autoriale.

È un lavoro complesso che richiede cura, oltre che spazio e tempo.
Il L@bYoung di Diversamente Genitori è (anche) questo: spazio e tempo per la cura dell’adolescenza.

Il che implica anche ascoltarne il grido, anche quando è… feroce.

Abbiamo dato vita a degli ibridi selvaggi, dando voce al nostro… ruggito interiore!

IO MI SONO ROTT@ DELLA NORMALITÀ

Una premessa di metodo: l’uso della chiocciola (@) qui è inteso come esperimento linguistico inclusivo, capace di dire, contemporaneamente, sia il maschile sia il femminile (e tutte le sfumature nel mezzo!).

In uno degli incontri con le e gli adolescenti del L@bYoung ci siamo confrontate e confrontati su ciò che ci disturba, che mal sopportiamo. Ciò che ci rompe!

Sono emerse cose interessanti.

Dall’ovvia rottura dei compiti in particolare e della scuola in generale e di qualche prof o compagn@ di classe, il discorso si è poi approfondito, considerando costrizioni o fastidi più puntuali (ci rompe dover star sempre seduti e sedute o ci rompono rumori forti o dover per forza mangiare qualcosa che non amiamo), fino ad arrivare a temi davvero universali: mal sopportiamo di dover obbedire passivamente o di essere testimoni muti e mute di prevaricazioni, bullismi, ingiustizie e violenze… ma anche di essere oggetto del teatrino commerciale della guerra o di aver paura di sbagliare.

A suggello della riflessione, qulcun@ ha detto d’essersi rott@ della normalità.

Che è interessante, soprattutto nel ricorrere (il 3 dicembre) della Giornata internazionale delle persone con disabilità, in cui si mette a tema proprio questo:

Che cosa e chi è normale e soprattutto perché?
Per merito proprio? Per fortuna? Per privilegio?
Per sempre?

Ultimamente le discipline umanistiche e scientifiche che si preoccupano di definire la disabilità per potersi interfacciare con maggior giustizia con questa condizione hanno proposto un cambio di paradigma rivoluzionario! Disabilità non è più l’handicap, la mancanza attribuita al/la singol@, bensì l’incapacità (potenzialmente momentanea) dell’intorno, del mondo, nel sopperire a una diversità che penalizza.

[…] si vuole quindi descrivere non le persone, ma le loro situazioni di vita quotidiana in relazione al loro contesto ambientale e sottolineare l’individuo non solo come persona avente malattie o disabilità, ma soprattutto evidenziarne l’unicità e la globalità. […]

Ecco allora che la responsabilità si fa collettiva e l’avventura sociale.
Di qui in avanti (in teoria) nessun@ è più sol@!

AITO – ATTRAVERSO I TUOI OCCHI

AITO•L@bYoung è l’incontro tra due mondi: la fotografia (di Alle Bonicalzi) e lo spazio OSSIGENO (dell’associazione Diversamente Genitori).

Dopo l’esordio… inVISIBILE e i 12 incontri dell’anno scorso e la mostra, continuiamo a sperimentare e a metterci la faccia!

E POI?

Ci vediamo tutti i venerdì dalle 17,30 fino alle 19,30: gli appuntamenti per adolescenti dello spazio OSSIGENO continuano fino a giugno.

 

#STAYFOCUSED #STAYREBEL #STAYBRIGHT

Continua il set fiorito avviato a L’Isola che c’è 2023

IL PROGETTO

Il progetto L@bYoung è innovativo e temerario!

È il laboratorio inclusivo per adolescenti dello spazio Ossigeno di Villa Guardia, cofinanziato dall’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune e, per il primo anno, dalla Fondazione Provinciale della Comunità Comasca, grazie all’associazione Diversamente Genitori che lo ha fortemente voluto e reso possibile.

Ha esordito a ottobre 2022 con un primo percorso fotografico (AITO•L@bYoung, che è diventato la mostra dal titolo Siamo fiori diversi nello stesso giardino), sta continuando ora con i nuovi set fotografici (qui una vistata ai primi 6 incontri).

Due ore insieme, tutti i venerdì pomeriggio, per adolescenti (12-18 anni) anche con bisogni speciali: il laboratorio infatti ha sia chi lo conduce (Alle) sia educatrici e volontarie a sostegno.

Info e iscrizioni QUI: www.diversamentegenitori.it/labyoung

Nessun Commento

Commenta l'articolo: