PERCORSI EXTRA-VAGANTI

È uscito MAY WAY, il nuovo numero della rivista Oltre il Giardino, frutto dell’immenso lavoro della redazione che si ritrova ogni mercoledì presso il Centro diurno al San Martino a Como, con la convinzione che il benessere mentale passi certamente dalla scrittura e dalla condivisione amicale. Io sono assolutamente d’accordo con loro. Di seguito il mio articolo e i contributi delle e degli adolescenti splendenti del L@bYoung dell’associazione Diversamente GenitoriIl giornale si trova a Como e dintorni, a offerta libera!

STRAVAGANTI NORMALITÀ

Una delle mie parole preferite è ‘stravaganza’: ricchissima di sinonimi uno più bello dell’altro, ci può portare lontano. Ma cominciamo dal principio.

In principio era il punto che (lo dice Paul Klee, non io) quando se ne va a fare una passeggiata diventa linea. Se retta e perpendicolare (a cosa, chissà), essa si dice ‘normale’.
Una parola che amo meno.
Di norma non si dovrebbero suddividere le parole in belle e brutte, bensì semmai in più o meno utili, adeguate e… illuminate. Ci sono cioè parole che ‘funzionano’ meglio di altre, mai al di fuori di un contesto, però.

FOTOGRAFIA, NORMA E GIUSTIZIA

È un po’ come in fotografia (che infatti è un linguaggio): non si dà soggetto senza sfondo e non c’è foto che sia ‘buona’ se non in funzione della sua destinazione d’uso.
Sfocata è sbagliata? Dipende.
Per rappresentare la miopia di questi nostri tempi potrebbe essere perfetta, su un passaporto no.
Mossa o sovraesposta è scorretta? Dipende.
La volevi così? Per quale motivo? A che cosa ti serve? Potrebbero esserci ottime risposte per volere una foto ‘sbagliata’.

Sarebbe bello valesse anche per le persone, no?
Non giudicarle d’ufficio e con presunta (presuntuosa?) oggettività, bensì inscriverle nel contesto giusto.

L’adolescenza, per esempio.
Sicuramente non è un’età ‘normale’…
Ragazzi e ragazze sembrano non farne una giusta.
Ma è vero? Le neuroscienze e la psicologia comportamentale ci dicono che invece è normalissimo che mettano sottosopra il mondo, perché si allenano a governare il caos! Una competenza vitale per diventare grandi.

E la disabilità, invece?
Per antonomasia ‘non è normale’ e certo non passa il vaglio di alcun tribunale (terreno o divino che sia): non c’è giustizia nell’inaccessibilità.
Per non parlare di neurodivergenze, disagio psichico, malattie rare (non che siano tutte la stessa cosa, anzi!): anormali e ingiuste.
Poi, certo, certe cose si pensano ma non si dicono.
E allora si ricorre ad altre parole… parole ‘gentili’, si dice.
Come fragile.

AL LIMITE DELLA ROTTURA

– Occupiamoci di persone fragili!
– Cioè.
– Occupiamoci di chi è a rischio di frantumazione, che magari è duro o dura come il vetro, ma se cade… – Ah. Quindi un po’ tutti e tutte noi?!
– Be’ sì, ecco, in effetti…

Non è che fragile sia per sé una brutta parola.
È che non funziona benissimo.

Tutto ciò per dire cosa?
Per introdurre parole e immagini di queste pagine e lo slancio che le ha generate.

 

AITO•L@BYOUNG: ALLENA LO SGUARDO

Questi ritratti e questi scritti sono opera delle e degli adolescenti del L@bYoung – il laboratorio inclusivo dell’associazione Diversamente Genitori di Villa Guardia.
Frutto di un per-corso fotografico sperimentale (AITO) in 12 incontri, sono delle stravaganze, ossia sperimentazioni per dar voce al proprio sguardo, ciascuno e ciascuna a modo proprio.
Tracciando così traiettorie differenti e, talvolta, divergenti.
Non normali, certamente.
Strane, bizzarre, inusuali, strambe, eccentriche, imprevedibili.
Non ordinarie, bensì extra-ordinarie!

E loro?
Il gruppo è molto vario: 15 persone tra i 12 e i 19 anni. Che abbiano o no qualche fragilità (chi no?!), sono tutti e tutte certamente adolescenti e, quindi, per definizione e per fortuna! fuori norma.
Extra-vaganti.
Che se ne vanno a zonzo, dove vogliono loro…
A modo proprio, sulla propria strada.

E noi?
Noi che adolescenti non siamo (più), possiamo comunque (e dovremmo) coltivare la nostra stravaganza. Allenare lo sguardo e darci voce: oltre e anche contro ciò che, di norma, ci si aspetta da noi.
Osare pensare a modo proprio, per camminare su sentieri nuovi, inaspettati e sorprendenti.
(Magari è anche da qui che si può costruire la pace.
Ne avremmo molto, ma moooolto bisogno!)

E poi?
Saremo perciò anche meno fragili?
Non penso proprio.
Ma troveremmo il coraggio per non farcene un cruccio e per non farne un giudizio.
Semmai… facciamone foto!

Alle Bonicalzi
Filosofa, fotografa e formatrice
Ha ideato e conduce AITO•L@bYoung dal 2022.
Per contattare e sostenere l’associazione che promuove e co-finanzia il laboratorio:
www.diversamentegenitori.it

ANIMALI FANTASTICI (E DOVE TROVARLI)

Il mio mondo è pieno di unicorni e draghi.
Io ho un ippogrifo, un unicorno e un drago.
E un cavallo.
Nel mio mondo ci sarebbero le nuvole-gatto, tanti arcobaleni da scivolarci sopra e non mi scapperebbe mai la pipì.
Mi metterei un costume diverso ogni giorno.
Uscirei tutte le sere con le mie amiche, avrei tanti amici e avrei la casa di pan di zenzero.
Marghe

VOGLIO FARE DA SOLA!

Io voglio fare dei compiti da sola e fare la vita che voglio, stare lontana da casa e decidere cosa fare da sola. Chiara

COME SINFONIA

Il mondo è diviso in sezioni: come le torte a strati, come i grattacieli, come le scale.
Il mondo a modo mio è un tutt’uno con gli altri: come i pasticci; come i colori che fondendosi creano nuove sfumature; come la musica, perché un solo strumento non crea una sinfonia; come i numeri, perché da soli sono assoluti ma insieme ad altri sono tanti e di più.
Come la vita, che nasce da un insieme. Ary

DAL MIO PUNTO DI VISTA

Felicità è saltare su un trampolino e nessun rumore improvviso che mi spaventi! Plumi

SCRIVERE PER NON MORIRE

C’è un uomo, di notte, seduto alla stazione.
Guarda il cielo e aspetta un treno che non arriverà. «Dai, rientra, fa freddo e ti ammali.»
Ma lui non sentiva. Non si voltava. Guardava le stelle come si guardano le cose ormai perdute. La sua ombra ormai gelava, ma tra le mani teneva un foglio e una penna. E parlava, parlava come chi racconta ciò che ha perso. «È tardi, torna a casa.» Ma lui non ascoltava. Appuntava numeri e parole come schizzi di caffè su documenti importanti. Guardava il cielo e scriveva. Come se l’uno fosse il senso dell’altro. Come se le stelle avessero improvvisamente cambiato colore e fossero da raccontare. E quando sbagliava, accartocciava quel foglio ormai stinto e lo gettava, come se il treno potesse cancellare anche l’inchiostro rimasto sulle dita.
«È pericoloso, potrebbe succederti qualcosa.» Ma lui non voleva ascoltare. Sbatteva i piedi contro il pavimento e cercava un suono che fosse simile a quello del Big Bang. Poi si fermava e improvvisamente il cielo aveva cambiato colore. Doveva scriverlo. Doveva raccontarsi che il cielo era diverso da ieri e dall’altro ieri e dall’altro ieri ancora. Non sapeva bene come, ma le stelle erano a sinistra e a destra c’erano i pianeti che cadevano maledicendo la gravità. «Adesso so di cosa parla il cielo.»
Questa volta era lui a parlare. E il treno passava, ma dell’uomo rimaneva un foglio bianco e una macchia di caffè. Laretta

SE COMANDASSI IO

Il mondo è molto noioso e monotono pieno di tristezza, lavoro e studio e altre cose sempre uguali a se stesse.
E se il mondo lo comandassi io?
Be’ sarebbe pieno di divertimento e tutti avrebbero diritto a del tempo per divertirsi, anche se fossero schiavi!
Non ci sarebbe la fame nel (mio) mondo, né guerre o armi, e tutti si potrebbero esprimere come vogliono, entro la legge.
Insomma sarebbe tutto molto più bello e felice.
Anche se è difficile, io confido davvero in un mondo migliore. Ale

ODE ALLA MAIONESE

A modo mio vorrei un mondo più lento, dove ci si fermi ad aspettare chi va più piano, senza fretta e senza spingere… Vorrei le pareti delle scuole colorate con disegni e poster di tutti e tutte, come nella mia scuola attuale e non come in quella dello scorso anno che era grigia e triste… Vorrei in ogni città una piscina con acqua calda dove ognuno possa entrare, perché in acqua io sto bene e sono brava ad andare in apnea… Vorrei che nel frigorifero ci fosse sempre la maionese, perché mi piace tanto, ma la mamma e il papà non sempre me la fanno trovare e io non capisco il perché, visto che è così buona… Bea

​​PER UNA GRAMMATICA GREEN

Se il mondo fosse a modo mio farei che le scuole avessero tutto ciò di cui hanno bisogno, per crescere una nuova generazione piena di idee, però togliere la punteggiatura dalla grammatica, forse la materia più odiata dopo lingue e matematica. Deve essere perfetta in grammatica la punteggiatura e se fai un errore te lo segnano in rosso come se fosse un difetto grave, un’accusa, io userei il verde perché è un colore gentile, che ti aiuta a crescere. Nel mio mondo ci sarebbe l’amicizia vera, con tutte le emozioni, sia belle che brutte. Le emozioni belle ti fanno sentire felice, ma anche le emozioni ‘cattive’ ti fanno provare qualcosa, è così che capiamo i nostri limiti. Fossimo perfetti saremmo fermi. Silvy

IL VIAGGIO

Un viandante ogni giorno la sua strada incontrando – ovviamente – svariati bivii. Lui però non segue il sentiero più calpestato né quello meno usato, non quello più aperto né quello più boscoso; il viandante sceglie quello che vuole lui, quello che lo ispira di più. Ad ogni villaggio che incontra – bello o brutto che sia – il viandante non si ferma e sa che non può tornare indietro: non avrebbe senso. Tuttavia, talvolta si ritrova a girare in tondo in una piazza… Poi un giorno un pettirosso si ferma davanti a lui e in quel momento il viandante capisce: non le ambizioni, non il desiderio né la fine di quel sentiero sono la vita, bensì le piccole cose che capitano lungo la strada. Il senso è la scoperta. Manuel

INSIEME

A modo mio vorrei vivere tranquillo cioè fare un lavoro che mi piace (per esempio fare l’informatico e usare il computer).
A modo mio vorrei vivere con la mia famiglia serenamente: fare la spesa, aiutare in casa, andare a fare passeggiate insieme, andare a vedere qualche località insieme e andare al mare in estate, insieme.
A modo mio vorrei rimanere sempre in contatto con i miei amici e trovarci spesso per passare tanti momenti insieme ed essere sinceri e leali gli uni con gli altri. Diego

DISTOPIA A MODO MIO

Credo di trovare nel mio modo di vedere le cose il carattere che ho fatto più mio: per spiegarmi, vi propongo un esperimento mentale. Immaginate un mondo dove il bagliore delle stelle sia stato cancellato dalla luce violenta di milioni di case, macchine e lampioni. Immaginate ora una persona che guarda in su e che, dal vuoto del cielo notturno, abbassa lentamente la testa finché il suo sguardo raggiunge le piccole luci di alcune case sulle montagne all’orizzonte. Ora vi chiedo: per voi, l’abitudine a un cielo vuoto può aver portato l’uomo a pensare che quelle luci fossero stelle? Ed è giusto, per voi, che per vedere le stelle in questo mondo sia necessario abbassare lo sguardo. Riccardo

Ascolta la musica di © Riccardo

FELICITÀ

Io vorrei essere felice e giocare. Vorrei che il mondo fosse tutto bello e le notizie sempre gioiose. Giuly

VIVA LA VARIETÀ

A me piace vedere il mondo come un posto vario e pieno di esperienze nuove da vivere, ma purtroppo esistono realtà e visioni diverse dalla mia.
Apprezzo il fatto che esistano culture e tradizioni diverse da cui si può sempre imparare qualcosa, senza stare sempre nella solita e piccola realtà del nostro paese.
Vorrei che il mondo fosse un luogo in cui nessuno giudica e dove tutti i sogni si realizzino a meno che si danneggi la libertà di qualcun altro. Sere

MANIFESTAZIONI, D’AFFETTO?

A novembre, io e una mia compagna di classe avevamo deciso di andare insieme alla manifestazione per Giulia Cecchettin a Como. Sbagliando giorno e orario, rimanemmo comunque in città per stare in compagnia. La mia amica è davvero una delle persone che stimo di più. È estremamente intelligente e interessante, e trovo il conversare con lei molto piacevole. Chiacchierando del più e del meno, quel giorno, non ricordo bene i dettagli, ma ricordo bene una frase. A proposito del nostro professore di italiano dei primi anni di superiori, lei mi dice: «Sai, a me non interessava nulla della sua materia, rispondevo per pietà. Poi lui ha iniziato a capire che non sono stupida.»
‘Poi’? Come ‘poi’?!? In quel momento, lo ammetto, il mondo mi ha fatto un po’ schifo. Non riuscivo a capacitarmi del fatto che qualcuno potesse mai considerare ‘stupida’ una persona così curiosa e brillante come lei. Eppure viviamo in un mondo in cui piccoli atti di violenza e sopruso gratuiti vengono normalizzati e finiscono per trasformarsi in qualcosa di molto più grande e pericoloso. In un mondo ‘a modo mio’ nessuno dovrebbe mai sentirsi come la mia compagna: sminuita da qualcuno che avrebbe dovuto invece aiutarla a crescere. In un mondo ‘a modo mio’ non ci sarebbe bisogno di fare manifestazioni per ragazze vittime di femminicidio come Giulia, perché cose del genere non accadrebbero. Kai

A MODO MIO

Nico

In questo testo sono stati utilizzati simboli Widgit. Widgit Symbols © Widgit Software 2002-2024. 
Tutti i diritti riservati. Usati con il permesso del titolare del copyright. www.auxilia.it

DOVE TROVARE IL GIORNALE

La rivista I FIORI DI OLTRE IL GIARDINO è reperibile a Como, a offerta libera, qui:
• Libreria Plinio il Vecchio
• Libreria del ragioniere Bianchi
• Garabombo
• Gioielleria Aymara
• Il Libraccio
• Edicola di sant’Agostino
• Gioielleria Benzoni.

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