mostra fotografica, Il velo di maya, backstage, Garzola, alle bonicalzi

Il velo di maya: shooting, mostra e workshop

È con grande gioia e vera gratitudine che annuncio il compimento del progetto Il velo di maya.
Mancano ancora da scattare meno di una decina di ritratti già prenotati, ma ci siamo: quota 100 raggiunta. E adesso? Dove e quando lo si potrà vedere? E se aveste voluto farlo e non avete fatto in tempo?
Niente panico. Potete ancora fare tutto: vederlo scattare, vederlo esposto, partecipare a futuri workshop. Di seguito tutte le date già in calendario. Vi aspetto.

IL FUTURO DE IL VELO DI MAYA: UNO SHOOTING, UNA MOSTRA FOTOGRAFICA, LABORATORI E WORKSHOP

Iniziato ad aprile 2018 come esercitazione per il miei studenti e studentesse di AITOcLAB (il laboratorio fotografico collettivo in stile Attraverso I Tuoi Occhi), Il velo di maya è cresciuto e si è arricchito, fino a divenire il progetto ambizioso che oggi è realtà: una collezione di 100 ritratti sfocati di persone – uomini, donne, bambini/e e ragazzi/e – che si sono concesse lo spazio e il tempo di posare bendate e che mi hanno concesso la fiducia necessaria per fare il viaggio, filosofico ed estetico, che proponevo loro.

Un viaggio ideale, compiuto senza l’ausilio dello sguardo.
Un percorso mentale a partire dalla sospensione del giudizio.
Un’esperienza percettiva inusuale e, perciò, meravigliante.

E poiché la meraviglia è la scaturigine della conoscenza, Il velo di maya è (anche) un’avventura filosofica.

L’occhio dovrebbe imparare ad ascoltare, prima di poter vedere.
Robert Frank

PERDERSI DI VISTA, PER RI-CONOSCERSI

E tuttavia sempre di fotografia si tratta e, dunque, di una pratica anzitutto estetica, nel senso di percepibile e, potenzialmente, condivisibile.
Per questo Il velo di maya è stato progettato per essere agito e fruito: per essere vissuto e per essere esposto.

Ossia per offrire un duplice cammino.
Da un lato, bendarsi e affidarsi, perdendosi di vista.
Dall’altro, affrontare il concetto di un ritratto inedito, aperto a una maggiore interpretazione e, quindi più libero.
Con lo sfocato c’è più spazio per ri-conoscersi.
Commentava una delle partecipanti al progetto, esperta di mindfulness tra l’altro.

mostra fotografica, Il velo di maya, backstage, Como, alle bonicalzi

Backstage presso un’abitazione privata ©Agata Lanni

PRE-VEDERE IL FUTURO

Che cosa riserva il futuro de Il velo di maya è presto detto.
– C’è ancora una sessione fotografica aperta al pubblico, cui assistere se desiderato (20 ottobre 2018).
– C’è una mostra da visitare e un laboratorio a cui partecipare (18-25 novembre 2018).
– C’è un workshop da frequentare (21 febbraio 2019).
– Ce ne sono altri da organizzare.
Vediamoli in dettaglio.

Io chiudo i miei occhi per poter vedere. Paul Gauguin

LO SHOOTING IN ATELIER

Sabato 20 ottobre 2018, dalle 15, presso l’Atelier di ceramiche artistiche di Agnes Duerrschnabel a Como, in via Borsieri 16, è possibile assistere allo shooting de Il velo di maya, prenotato a suo tempo da 5 persone. Non si potrà cioè posare (se non chi ha già prenotato), bensì conoscere i retroscena del progetto e dialogare con me e con chi ne avrà fatta esperienza.
L’evento è libero e gratuito.

SGUARDI 2018

LA MOSTRA FOTOGRAFICA (E VIDEO)
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, l’intero lavoro de Il velo di maya sarà esposto alla Scuola di Musica e Danza di Villa Guardia (via Europa Unita, 5) dal 18 al 25 novembre 2018, nel contesto della manifestazione SGUARDI, patrocinata dall’assessorato ai servizi sociali e dall’Associazione Genitori.
IL LABORATORIO
In particolare, domenica 18 novembre, nel pomeriggio, sarà attivo anche un laboratorio gratuito ispirato all’esperienza de Il velo di maya: tra scrittura e fotografia, un’esperienza alla portata di tutti per ri-conoscersi, rispettarsi e amarsi.
L’evento è libero e gratuito.

contro la violenza sulle donne sguardi mostra

Sguardi, edizione 2016.

CON SGUARDO DI MERAVIGLIA

Organizzato dalla Women in White – Society, giovedì 21 febbraio 2019 dalle 20,30 alle 23 presso Artificio (il Chiostrino in Piazzolo Terragni 4 a Como), io ed Elsa Chiesa, counselor in mindfulness, condurremo un workshop sul senso della meraviglia: tra fotografia e pratica meditativa, un percorso di ri-conoscimento plurisensoriale.
L’evento è riservato alle socie e ai soci WiWs (associarsi è facile e bello, vai sul sito).

mostra fotografica, Il velo di maya, backstage, Garzola, alle bonicalzi

Backstage in un cantiere, come l’immagine di apertura. Si ringrazia Garzola Muri a Secco e Amadou Sidibe.

AL DI LÀ DI UN RITRATTO SFOCATO

D’ora in poi Il velo di maya è anche un workshop esportabile, sia in spazi privati sia in aziende o luoghi associativi. In un incontro di 2 ore circa, si verrà accompagnati a riflettere sul tema dell’identità personale, tramite l’immagine che ciascuno di noi ha di sé. Il percorso, articolato in due momenti distinti (riflessione guidata e set fotografico), culminerà con lo scatto sfocato e la restituzione di una stampa.
Preventivo su richiesta.
L’evento è attivabile con un minimo di 10 persone (dai 12 anni).

Per informazioni più dettagliate e prenotazioni: [email protected]

…..

QUI i commenti di chi ha partecipato in prima persona a Il velo di maya.

Aspetto poi quelli di chi vorrà venire a vedere anche il… futuro de Il velo di maya. Grazie.

Nessun Commento

Commenta l'articolo: