DI ACROSTICI, AMORE E RIVOLUZIONE

È uscito il nuovo numero della rivista Oltre il Giardino, frutto dell’immenso lavoro della redazione che si ritrova ogni mercoledì presso il Centro diurno al San Martino a Como, con la convinzione che il benessere mentale passi certamente dalla scrittura e dalla condivisione amicale. Io sono assolutamente d’accordo con loro. Di seguito il mio articolo che, sul tema dell’amore, prende spunto da una delle attività di FILOSOFICA*1 (il mio per-corso di dialogo filosofico per le scuole primarie). Il giornale si trova a Como e dintorni, a offerta libera!

Un nuovo Strambo Striscione condiviso da Alle Bonicalzi con le amiche e gli amici di Oltre il Giardino (foto © ElioPecora)

R[LOVE]UTION

A proposito di amore, io non posso non pensare a quello, profondissimo, che ho per la lingua. Convinta come sono che è dalla scelta e dalla moltiplicazione e precisazione delle parole che usiamo per esprimerci che dipenda la qualità del pensiero sotteso, allenare il linguaggio mi sembra un ottimo modo per allenare il nostro benessere mentale!

E allora cosa c’è di meglio che giocare?
Stavolta vi propongo di farlo con gli acrostici: una parola che suona ‘male’, ma che custodisce tesori.
Tecnicamente un acrostico è un componimento poetico tale per cui le iniziali di ogni verso compongano una parola o frase di senso compiuto. Più facile a farsi che a dirsi.
Noi ci abbiamo provato, tutti e tutte insieme in redazione, e ne son nati componimenti sfiziosi: nella dimensione ludica, il pensiero si scatena e associa bizzarramente anche concetti di per sé incongrui, generando ilarità e meraviglia.

È un esercizio filosofico, sì. Ma anche altamente rivoluzionario.
Scardina le rigidità del pensiero strettamente razionale, liberando immagini potenti perché inaspettate, capaci di farci guardare il mondo conocchi nuovi.

George Orwell ci insegna (anche) che «la cosa peggiore che si può fare con le parole è arrendervisi».

E allora ingaggiamoci questa rivoluzione per amore delle parole, ma anche impariamo ad amare la rivoluzione portata da alcune parole e, ancora, parliamo di amore e rivoluzione. Che non si dà l’una senza l’altro e viceversa.

Alle Bonicalzi
filosofa, fotografa e formatrice

 

ACROSTICANDO: IL NOME, L’AMORE E IL SESSO

Donare Orgasmi Notturni: Alleggerendo Tentativi Effimeri, Luccichii; Leggendo Armonia. (Donatella)
Andar di Notte, Dormendo. Rozzo Essere Altrove. (Andrea)
Essere Lentamente Esuberanti Nonostante Amore. (Elena)
Stelle Iridate, Meteore. Oppure Notti Eterne. (Simone)
Luminosità Umile Come Icona Amorevole. (Lucia)
Bellissimo, Eterno Amore, Tra Righe In sospeso, Classico ed Esuberante. (Beatrice)
Luna Arrabbiata Urla Rockeggiante Amore. (Laura)
Essenza Lucida, Ideando Ossessioni. (Elio)
Essere Lontani In Solitaria Armonia. (Elisa)
Esperienza Miliardaria In Lontananza: Esilarante. Nulla Esiste. (Emilene)
Essere Libera Esclude Noi Assieme. (Elisa)

Saper Essere Soli Senza Ostacoli. (Sesso, di Morena)
Esser Rimasto Ormai Senza. (Eros, di Elio)
Essere Responsabili Ogni Serata. (Sesso, di Stefania)

Viaggiare Amorevolmente a bordo Di uno Yacht Magico. (A Vadym, di Beatrice)
Buon Umore Ostentatamente Nostro: Giocondo, Infinitamente Ostinato. Rischiando Nulla O tutto. (Buongiorno, di Stefania)
Conosci, Ama, Mantieni Bilanciati Infiniti Amori! (Cambia, di Elio)

B.U.O.N.V.I.A.G.G.I.O.… PROVACI ANCHE TU

Buongiorno, Un’Occasione Nuova: Vogliamo Imparare Allegramente, Giocando Gioiosamente Insieme Oggi.
Questo esercizio nasce con le mie classi di FILOSOFICA*1, il per-corso di meraviglia per le scuole primarie.

Provaci anche tu.
1. Scrivi in verticale il tuo nome (o una parola con cui vuoi giocare).
2. Abbina ad ogni lettera una parola (o una frase).
3. Prova a selezionare i termini e a comporre la sequenza in modo tale che, nel suo complesso, abbia senso compiuto.
4. Mettici un pizzico d’amore.
5. Nutri una rivoluzione!

 

ANCORA CON ’STE LETTERE D’AMORE?!

Nessuno, diciamocelo, sa cosa sia precisamente amore.
Indugiamo spesso in sentimentalismi e chiose.
Confondiamo pulsioni e aspettative, smanie e paure.
Osteggiamo con fermezza chi sostiene non esista.

Chi o che cosa si ama davvero?
O, meglio, quando o come lo si fa?
Non ho la risposta ma qualcosa si sa.

Avere il coraggio di scegliere l’imperfezione.
Metter mano, se occorre, al linguaggio e al pensiero.
Osare essere abbastanza spesso se stessɜ*.
Ribaltare il proprio punto di vista sul mondo.
Esserci, ma non da solɜ.

Ricordo che un tempo pensavo avrei capito tutto.
Intessevo assolutismi con fervore granitico.
Volevo la perfezione e così volevo il mondo.
Odio ammetterlo: sbagliavo tutto.
Lungi da me rinnegare il passato, che fare?
Un’idea: la rivoluzione!
Zona impervia, terreno sdrucciolevole…
Inconsciamente tremi ma sai che devi.
Obbedire non basta e talora non serve.
Nascere non basta, bisogna rinascere.
Amarsi, anzitutto.
Ridere, tanto.
Io, tu, noi… il mondo.
Oltre barriere e muri e sbarre. E non da solɜ.

                                             Alle, a mio marito.

 

 

DOVE TROVARE IL GIORNALE

La rivista I FIORI DI OLTRE IL GIARDINO è reperibile a Como, a offerta libera, qui:
• Libreria Plinio il Vecchio
• Libreria del ragioniere Bianchi
• Garabombo
• Gioielleria Aymara
• Il Libraccio
• Edicola di sant’Agostino
• Gioielleria Benzoni.

Sulla omonima pagina FB tutti gli aggiornamenti sulle occasioni di incontro e presentazione del giornale!

••••••••••••••••••••••••••••••••••••

* Non è una svista e non è un ‘tre al contrario’. Si chiama scevà lungo (quello corto è /ə/), è una vocale dell’alfabeto fonetico che si presta a esperimenti linguistici inclusivi o di ‘linguaggio ampio’. In particolare, al plurale, per nominare tutte e tutti a prescindere dal genere.
Puoi approfondire QUI.

Nessun Commento

Commenta l'articolo: