FILOSOFICA*1

Per-corsi di meraviglia per tutti e tutte

Ringrazio Amica Sofia – nelle persone di Massimo Iiritano (presidente) e Alessia Pasquali (vicepresidente) – per aver accolto questo mio progetto tra le pagine del numero XVIII 02/2023 dell’omonima rivista Amica Sofia Magazine (puoi acquistarlo qui), prendendosene cura, parola per parola. GRAZIE.

L’ESPERIENZA CON LE CLASSI IV DELLA PRIMARIA DI FINO MORNASCO

FILOSOFICA*1 nasce come proposta sperimentale, sorprendente e inclusiva presso le scuole primarie dell’IC di Fino Mornasco (Como) per l’anno scolastico 2022-23, a seguito di un precedente progetto dal titolo VOGLIAMO che – grazie al lavoro delle e degli studenti della secondaria di primo grado – ha portato l’intero Istituto Comprensivo a dotarsi del proprio Manifesto delle 10 cose più importanti della vita (1).

Di lì l’avvio al per-corso filosofico in altrettanti appuntamenti da due ore ciascuno che, in tre mesi (novembre-marzo) ha coinvolto 122 bambine e bambini di 6 classi quarte della scuola primaria.

A loro la parola (dal questionario anonimo finale).
«La cosa più preziosa che ho imparato è a dire la mia, senza vergognarmi. Ho scoperto che so pensare. Ho imparato che tutti possono essere gentili. Ho scoperto altri punti di vista sulla vita. Ho imparato la fiducia e ho scoperto di saper scegliere. Ho scoperto che anch’io sono importante. Ho imparato che posso sentirmi al sicuro. Di quello che ho imparato, tutto è prezioso!»

Scopo generale di FILOSOFICA*1 era approfondire i 10 punti del Manifesto. Un’occasione per appropriarsi di un contenuto unico, realizzato dai compagni e dalle compagne appena più grandi. Gli obiettivi specificamente filosofici del progetto erano tre: nutrire il senso di meraviglia spesso già in possesso di bambine e bambine; esercitare il dubbio come strumento principe di indagine; praticare il dialogo condiviso come spazio operativo. Il metodo, sperimentato qui per la prima volta, parte dall’idea che per fare filosofia si debba anzitutto fare.

«Mi è piaciuto perché non era un compito né un dovere. Bello: si impara giocando e si impara a stare bene con tante persone. Filosofia, per me, è stare in compagnia con creatività. Secondo me la filosofia è dare un senso alla vita. Certo che è adatta a bambini e bambine, infatti la stiamo facendo! È pensare le cose in grande e guardarle da un’altra prospettiva.»

 

ATTRAVERSO I TUOI OCCHI

La mia formazione è multidisciplinare e, alla filosofia, affianca sia l’esperienza teatrale sia lo sguardo fotografico. Dalla convergenza di questi mondi nasce il metodo di scoperta e apprendimento che utilizzo da anni e che è servito da base su cui costruire FILOSOFICA*1.
Si chiama AITO, che è l’acronimo di Attraverso I Tuoi Occhi (2), e prevede la messa in gioco (letteralmente) delle persone al fine di compiere un viaggio – personalissimo, ma guidato – di sperimentazione, verifica e acquisizione del sapere.

A differenza di altre proposte di filosofia ‘per’ ‘con’ o ‘accanto a’ i bambini, che hanno comunque offerto spunti (3) per progettare le esperienze di FILOSOFICA*1, questo per-corso si àncora sempre alla realizzazione di esperienze concrete, veri e proprî dispositivi filosofici (non lavoretti vi prego!).

Un fare, diretto e personale, che conduce il bambino o la bambina a focalizzare la propria attenzione attraverso il gesto o l’azione.

Un’altra peculiarità di FILOSOFICA*1 è lo scrigno dei tesori: una scatola costruita insieme durante il secondo appuntamento, deputata ad accogliere tutti gli strumenti, gli oggetti o gli spunti filosofici che si vanno a costruire insieme negli appuntamenti successivi. Infine, essenziale, il per-corso si rivolge sempre, comunque ed espressamente ai bambini e alle bambine (4)!

«Che bello tenere le cose belle al sicuro. Farò vedere lo scrigno ai miei figli se li avrò, per mostrare loro la meraviglia della filosofia. Lo terrò fino alla morte: ci metterò tutto ciò che è prezioso per me. Terrò stretto il pensiero di questa avventura. È una cosa pazzesca. Tutti hanno il diritto di fare filosofia. E poi è facile, quindi ci riescono tutti.La filosofia è adatta a tutti e tutte perché è un piacere. E poi noi bambini e bambine abbiamo più immaginazione.»

DAL NOME AL DIALOGO

La parola è il fil rouge che tiene insieme l’intero per-corso. Sia per la sperimentazione attraverso giochi di parole (acrostici, sillogismi, etimologie ecc.) come potenti strumenti di indagine e scoperta di senso sia attraverso la pratica sistematica della denominazione di sé. L’attività iniziale di ogni incontro di FILOSOFICA*1, infatti, prevede che ciascunə (5) partecipante scelga anzitutto come essere chiamatə. Oltre al divertimento immediato, questa pratica offre a chi partecipa l’opportunità di ‘mettere alla prova’ la propria identità e di trasformarsi. Inoltre consente a compagni e compagne di confrontarsi sui soprannomi amati e su eventuali nomignoli che, invece, possono essere percepiti come prese in giro o addirittura insulti e, quindi, ferire.

Come accennato, un’altra caratteristica fondamentale del metodo utilizzato è il sistematico nominare anche il femminile, accantonando il maschile sovraesteso per fare spazio e dare voce, letteralmente, alla pluralità.

Ultima ma non ultima, la pratica del dialogo filosofico in cerchio – senza giudizio e passandosi parola con cura (inizialmente attraverso il cosiddetto ‘filo del discorso’) e allenando l’ascolto attivo – rimane il fulcro di quasi ogni incontro.

«Il cerchio ci fa scoprire gli altri. Mi è piaciuto perché mi sentivo al sicuro. Mi è piaciuto perché ero vicino alla vita che vorrei. Bello scegliere il nome in base a come mi sento di chiamarmi! Mi ha aiutato a non essere timida. Mi è piaciuto tanto scegliere come chiamarmi: ho acceso la fantasia. Bello: ti fa vivere un’altra vita Un bel modo per essere liberi.»

DAL MANIFESTO DELLE COSE CHE VOGLIAMO

I 10 punti del Manifesto delle cose più importanti della vita sono stati usati come bussola per fare spazio alla filosofia: DIRE LA NOSTRA ha introdotto il dialogo come modalità di confronto tra pari; SENTIRCI AL SICURO ha permesso di darci poche ma utili regole e costruire lo scrigno dei tesori; FIDUCIA ci ha permesso di parlare di amicizia; PARI DIRITTI ci ha portato in viaggio, con Teseo, sul tema dell’identità personale; RIDERE ha innescato un gioco di specchi e un dialogo sulla felicità; POTER SCEGLIERE, collegato ai nomi delle persone e delle cose, ci ha condottɜ a costruire un’antinomia; GENTILEZZA ha previsto un’attività di cura collettiva attraverso la scrittura di Cose belle da dire e da dirsi e il falò delle Cose più brutte che ci abbiano mai detto; UN MONDO PULITO ci ha condottɜ sull’isola di Utopia grazie al Visore di Meraviglia (6), con tanto di mappa e diario di bordo; TORNARE AD ABBRACCIARCI ci ha permesso di parlare di equità; GIRARE IL MONDO ci ha riportatə a casa, sulle ali di un questionario volante!

«Ho scoperto di sapere tante cose. Ho imparato che insieme si possono fare tante cose. Ho scoperto che i miei compagni sanno fare molte domande. La cosa più preziosa che ho imparato è chiedermi perché.» «Grazie ai bambini, gli adulti potrebbero schiarirsi le idee. Potrebbero imparare ad avere fiducia, a essere più calmi e gentili, a essere felici. Potrebbero smettere di preoccuparsi di tutto e iniziare a giocare. E magari si ricordano di ciò che è importante!»

IL BELLO DI FARE FILOSOFIA INSIEME

Dal questionario anonimo finale è risultato un gradimento unanimemente molto elevato circa l’attività proposta.

Da parte delle e degli insegnanti curricolari che hanno assistito agli incontri è emerso grande interesse, sebbene alcunɜ avrebbero preferito partecipare più attivamente (difficile anche per noi adultɜ, semplicemente, stare!) e avere maggiori informazioni metodologiche in anticipo (ne faremo tesoro!). Per bambine e bambini, rispetto agli obiettivi prefissati, ecco come è andata.

La pratica dialogica ha messo a dura prova un po’ tutti e tutte in quanto non abituale, tuttavia si è rivelata anche estremamente stimolante. Emozionante vedere emergere pensieri del tutto originali; impressionante rendersi conto del permanere del timore del giudizio (nonostante la ripetuta insistenza sul tema del diritto all’errore e l’impiego sistematico dell’epochè).

«Tutte le cose da fare erano facili, ma quando spostavamo i banchi era un casino. Ho fatto un po’ fatica in cerchio, non so perché. A volte in cerchio non mi veniva niente o sbagliavo l’argomento. Un pochino di fatica in cerchio: ci ho messo un po’ a riflettere.»

Il dubbio è stato assunto volentieri come grimaldello potente (alla fine era tutto un chiedersi continuamente perché!). Certo a volte è stato vertiginoso scoprire non solo di non sapere, ma che di alcune cose proprio non è dato sapere con certezza. Ma si è anche appreso a godere di quella stessa vertigine (sublime!).

La meraviglia… be’, quella ha brillato negli occhi di tuttɜ e di ciascunə, stagliandosi come cifra stilistica dell’intero per-corso. Non a caso – in una delle attività finali – ci siamo regalatə a vicenda un piccolo promemoria illuminante: l’invito, nel dubbio, a splendere (7).

«Ho scoperto la meraviglia. La filosofia mi ha insegnato a essere felice. Ho scoperto che non tutto è come sembra. La filosofia? Io la adoro.»

NOTA BIOGRAFICA

Laureata in filosofia della comunicazione e diplomata in arti drammatiche, Alle Bonicalzi è fotografa professionista, attivista e insegnante. Si occupa soprattutto di rappresentazione di sé e (auto)ritratto, valorizzazione delle differenze e inclusione – con un occhio di riguardo per i soggetti fragili e le battaglie di diritto. Condivide la sua visione del mondo con i per-corsi di meraviglia #AITO: Attraverso i tuoi occhi. Tra questi, FILOSOFICA*1, 2 e 3: un progetto per tutti e tutte: accessibile, accogliente delle differenze, laico, apartitico, antifascista. Come dovrebbe essere il mondo intero.

  

«Ciao Alle, mi è piaciuto molto diventare filosofo.»
«Grazie per la fantastica filosofica avventura! :-)»
«Mi hai portato in un mondo che io non potevo neanche immaginare. Che meraviglia!»

…………………………..

(1) Il Manifesto delle 10 cose più importanti della vita è un progetto che nasce nel 2018 dal desiderio di conoscere ciò che importa ai nostri e alle nostre preadolescenti, per scoprire se ciò che è prezioso per loro possa essere di ispirazione per tutti e tutte noi. Serve a scoprire che cosa si vuole davvero. In questo caso, la risultante dell’indagine svolta con 330 ragazzi e ragazze della secondaria di primo grado di Fino Mornasco è la seguente. VOGLIAMO: un mondo pulito, fiducia, ridere, gentilezza, sentirci al sicuro, pari diritti, poter scegliere, dire la nostra, tornare ad abbracciarci, girare il mondo.

Per saperne di più: www.allebonicalzi.com/alle-donne/tag/vogliamo

(2) Per conoscere meglio il metodo e i laboratori AITO: www.allebonicalzi.com/aito

(3) Tra le mie fonti, oltre alla famosissima e controversa Philosophy for children (P4C) ideata da Matthew Lipman negli anni Settanta, in ordine sparso: Rosanna Lavagna Filosofare con i bambini? A scuola si può (2020); Giuseppe Ferraro Bambini in filosofia: Le parole e le voci (2015); Franco Lorenzoni I bambini pensano grande. Cronaca di una avventura pedagogica (2014); Luca Mori Giochi filosofici. Sfide all’ultimo pensiero per bambini coraggiosi. (2018); Carlo Maria Cirino Manuale di filosofia coi bambini (2017), Nicola Zippel I bambini e la filosofia (2017).

(4) Nominare il femminile è per me pratica educativa ed esercizio di democrazia e cittadinanza attiva. Così come il riconoscimento degli stereotipi e delle fallacie e l’allenamento al linguaggio inclusivo. Idee mutuate, tra l’altro, da Vera Gheno Femminili singolari. Il femminismo è nelle parole (2021); Federico Faloppa #Odio. Manuale di resistenza alla violenza delle parole (2020) e Fabrizio Acanfora In altre parole. Dizionario minimo di diversità (2021). Un tema che torna, centrale, in FILOSOFICA*3 (il per-corso per le superiori: www.allebonicalzi.com/alle-donne/philosophers-di-donne-filosofia-e-fotografia).

(5) Non è una svista, bensì un esperimento linguistico inclusivo e non binario (è il famigerato scevà): /ə/ si usa per il singolare, laddove il plurale si indica con /ɜ/. Nello scritto si stanno sperimentando anche altri caratteri speciali, come l’asterisco /*/ o la chiocciola /@/; nel parlato, invece, è possibile e usato sospendere la vocale finale al singolare e utilizzare la /u/ al plurale.

(6) Il Visore di Meraviglia è stato progettato e realizzato per il Solstizio 2019 dallo Studio Allegropanico, che ne detiene la proprietà intellettuale (www.allegropanico.com).

(7) Nato come hashtag della mostra fotografica inVISIBILI – Ode all’adolescenza, #NelDubbioTuSplendi è diventato anche una spilletta, un adesivo e un invito valido per tutti e tutte. Un invito duplice. In un primo senso è un promemoria: anche quando sei in impasse e non sai che fare – nel dubbio – tu splendi, ossia ardi! Brucia di passione ed entusiasmo ché, altrimenti, sei già mortə. In un secondo significato (il contro-senso!) è una scoperta: è nel dubbio che chiunque splende: il meglio di sé brilla quando ci si fa domande, quando ci si mette in discussione. Si splende, cioè, quando si è filosofɜ. E, in fondo, perché non esserlo?! Per saperne di più: www.allebonicalzi.com/alle-donne/nel-dubbio-tu-splendi-invisibili-in-mostra

 

Nessun Commento

Commenta l'articolo: