DI FOLLIA, DISCRIMINAZIONI E SORELLANZA

È uscito il nuovo numero della rivista Oltre il Giardino, frutto dell’immenso lavoro della redazione che si ritrova ogni mercoledì presso il Centro diurno al San Martino a Como, con la convinzione che il benessere mentale passi certamente dalla scrittura e dalla condivisione amicale. Io sono assolutamente d’accordo con loro. Di seguito il mio articolo, che lambisce il tema della follia per dedicare, da un lato, una riflessione al tema della sorellanza e, dall’altro, una scherzosa dichiarazione d’affetto al meraviglioso gruppo della redazione stessa. Il giornale si trova a Como e dintorni, a offerta libera!

La normalità è un’invenzione
di chi è privo di fantasia.
Alda Merini

SORELLA IO TI CREDO

Ci hanno chiamate eretiche e trucidate in nome di qualche dio.
Noi eravamo affamate di sapere.
Sorella io ti credo.

Ci hanno chiamate pazze e bruciate come streghe.
Noi eravamo donne medicina.
Sorella io ti credo.

Ci hanno chiamate isteriche e rinchiuse in manicomio.
Noi eravamo capaci di pensare e desiderose di scegliere.
Sorella io ti credo.

Ci hanno chiamate frigide e costrette in matrimoni indesiderati.
Noi eravamo persone libere.
Sorella io ti credo.

Ci hanno chiamate ‘amore mio’ e molestate o violentate.
Noi eravamo intrappolate in relazioni tossiche.
Sorella io ti credo.

Ci hanno chiamate mostri e condannate all’ergastolo.
Noi eravamo sprofondate nella più buia depressione.
Sorella io ti credo.

Ci hanno chiamate assassine e richiuse in gattabuia.
Noi eravamo sopravvissute con ogni mezzo ai nostri aguzzìni.
Sorella io ti credo.

Ci hanno chiamate anormali e costrette in una stanza.
Noi eravamo alle prese con la nostra disabilità.
Sorella io ti credo.

Ci hanno chiamate pervertite e picchiate per le strade.
Noi eravamo solo innamorate di chi ci somigliava.
Sorella io ti credo.

Ci hanno chiamatɜ* malatɜ e folli, insultatɜ e derisɜ.
Noi eravamo alla ricerca della nostra vera identità.
Sorellə io ti credo.

………………………

Ho utilizzato questo testo, come un mantra recitato in cerchio, anche durante il laboratorio Indicibile bellezza, organizzato in occasione di Sguardi 2025, per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza di genere. Maggiori dettagli QUI.

Non esiste pazzia senza giustificazione
e ogni gesto che dalla gente comune e sobria viene considerato pazzo
coinvolge il mistero di una inaudita sofferenza che non è stata colta.
Alda Merini

SORELLA…

Nella cosiddetta genealogia femminista – cioè quella linea ideale che, di donna in donna, ricostruisce la storia del genere umano non solo come maschile – molte sono le figure ascritte nell’olimpo della follia.
Quale strumento migliore per estromettere, eradicare, eliminare soggetti (o soggette) indesideratɜ?

Non è che la malattia mentale non esista.
È che non esiste per sé.
Esistono persone ed esistono le loro storie.
Esistono risorse – personali, sociali, istituzionali – ed esiste la possibilità o meno di accedervi.
Esistono soluzioni di comodo.
O sguardi capaci di vedere e orecchie capaci di ascoltare.
Per inventare strade nuove per il benessere e la salute mentale di tuttɜ e ciascunə.
A partire da chi ha il coraggio e la forza di parlarne e di farsi testimone della propria storia.

Mi hanno sempre giudicata come ‘strana’,
o ‘diversa’, ma la sai una cosa?
Mi è sempre piaciuto da morire;
non sopporterei essere vista come il resto del mondo.
Alda Merini

… IO TI CREDO

Lo slogan Sorella io ti credo nasce in Spagna nel 2017 a sostegno delle vittime di violenza sessuale, spesso non credute dalle autorità e quindi ri-vittimizzate dal sistema stesso, che chiede conto a loro del crimine subito, invece che al violador – come denuncia un famoso inno transfemminista di origine cilena, composto nel 2019.

La scrittura sperimentale – con lo schwa (corto /ə/ e lungo /ɜ/) che si legge come vocale sospesa – indica che la battaglia non è solo a favore delle donne ma di tutte le soggettività oppresse, abusate o discriminate. Non a caso oggi si parla di sorellanza* (con l’asterisco) in senso ampio, come postura politica intersezionale capace di opporsi alle logiche patriarcali con alleanze rivoluzionarie inedite. È una solidarietà nuova, per cui nessunə resta indietro.

…………………………..

NB. La postura di cui sopra non implica assolutamente che le donne siano sempre vittime, sempre sincere, sempre nel giusto o veritiere… come ogni altra persona, ce n’è di tutti i tipi… tuttavia ‘Sorella io ti credo’ sceglie e sposa la linea per cui, fino a prova contraria, credo a, e soprattutto ascolto, ciò che una persona vittima di violenza di genere denuncia. L’esatto opposto di quel ‘com’eri vestita‘ che troppo spesso denuncia una postura opposta nelle forze dell’ordine e nell’opinione pubblica, per cui – ahimè – è la vittima a dover dimostrare di… non essersela cercata.

Alle Bonicalzi
filosofa, fotografa e formatrice

Queste prime tre fotografie (sopra) sono autoritratti tratti dalla serie Pandemonio del 2014.
Le ultime tre (sotto) sono un Divertissement dedicato – con la poesia qui di seguito – alle amiche e agli amici di Oltre il Giardino: orgogliosamente fuori di zucca, insieme! Una dedica che estendo al festival Fuori di Zucca di Santa Maria Maggiore a cui avremmo dovuto partecipare a ottobre (ma non eravamo prontɜ)… magari l’anno prossimo?!

FUORI DA QUESTO GIARDINO

Noi siamo i fiori di oltre il giardino.
Fioriti all’aria aperta.
Siamo fiori e stiamo fuori.
Nel mondo.
Siamo fiori di campo, di carta, di zucca.
Siamo fuori di zucca?
Siamo zucche dure, teste toste, menti assennate?
Col senno di poi siam fuori di senno.
O siam solo fuori?
Di certo non siamo più dentro.
In giardino o sul tetto, alla finestra o in terrazza.
Siamo fuori.
Come balconi.
Tu ti affacci e la vedi.
Libertà.
Di dire e di fare.
Spazio.
Dall’orlo di questa follia getto un piccolo seme.
Se son fiori, fioriranno.
E saremo fiori diversi, nello stesso giardino.
Noi siamo i fiori di oltre il giardino.

Alle

 

Foto della serie Divertissement 2024 © allebonicalzi.com

DOVE TROVARE IL GIORNALE

La rivista I FIORI DI OLTRE IL GIARDINO è reperibile a Como, a offerta libera, qui:
• Libreria Plinio il Vecchio
• Libreria del ragioniere Bianchi
• Garabombo
• Gioielleria Aymara
• Il Libraccio
• Edicola di sant’Agostino
• Gioielleria Benzoni.

Sulla omonima pagina FB tutti gli aggiornamenti sulle occasioni di incontro e presentazione del giornale!

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* Non è una svista e non è un ‘tre al contrario’. Si chiama scevà lungo (quello corto è /ə/), è una vocale dell’alfabeto fonetico che si presta a esperimenti linguistici inclusivi o di ‘linguaggio ampio’. In particolare, al plurale, per nominare tutte e tutti a prescindere dal genere.
Puoi approfondire QUI e scoprirne di più leggendo FUN@M%#L!©4 – o del linguaggio ampio.

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