VOLARE NONOSTANTE LA GRAVITÀ

È uscito il nuovo numero della rivista Oltre il Giardino, frutto dell’immenso lavoro della redazione che si ritrova ogni mercoledì presso il Centro diurno al San Martino a Como, con la convinzione che il benessere mentale passi certamente dalla scrittura e dalla condivisione amicale. Io sono assolutamente d’accordo con loro. Di seguito l’intervento che ho fatto insieme a tre studenti splendenti del per-corso AITO©LAB che ho tenuto a Saronno quest’inverno: grazie a una storia inedita che anela alla libertà del popolo afgano a partire dalle giovani donne a cui è negato anche cantare, hanno realizzato una serie fotografica potente. Il giornale si trova a Como e dintorni, a offerta libera!

ALI CHIUSE

Ali chiuse è un racconto del 2024 di Saeeda Salangi, giovanissima esule afghana in Italia dal 2021 con la famiglia.

La serie fotografica che accompagna il testo è stata ideata, progettata e realizzata da Saeeda Salangi, Gabriele De Luca e Maia Frigerio, studenti delle superiori che hanno partecipato ad AITO©LAB, il laboratorio fotografico collettivo condotto da Alle Bonicalzi – fotografa, filosofa e formatrice – a Saronno, per il progetto Dream Walkers 2025.

Per loro desiderio e concessione,
puoi leggere il racconto per intero e vedere tutte le foto QUI.

Si ringrazia Lara Gavardini e il Teatro Giuditta Pasta di Saronno per l’opportunità di realizzare il progetto multimediale.
Si ringraziano I fiori di Oltre il Giardino per l’accoglienza e la condivisione tramite l’ultimo numero della rivista, appena stampato (si trova a Como, nei luoghi indicati a fine articolo).

Leggi QUI per saperne di più di AITO©LAB 2025.

DA “IL VOLO, LA GRAVITÀ”

Gennaio 2025
Presso la biblioteca di Saronno, con il supporto del teatro locale e il finanziamento del Ministero, va in scena AITO©LAB, il mio laboratorio fotografico collettivo, in questo caso dedicato alle e agli adolescenti.
La fotografia si presta assai bene ad essere strumento di crescita e di allenamento dello sguardo critico sul mondo, dote oggi piuttosto preziosa.

AITO©LAB 2025 – Alle Bonicalzi con (a sinistra) Maia Frigerio e (a destra) Saeeda Salangi e Gabriele De Luca (suo lo scatto originale).

DISCHIUDERE LE ALI

Quando Saeeda ha proposto al gruppo di AITO©LAB di aiutarla a creare una serie fotografica che accompagnasse la sua storia, la risposta è stata unanime e la collaborazione generosa e profonda.
Il testo (per intero QUI) è cupo e tormentato, come lo è la realtà vissuta in Afghanistan e non solo da moltissime persone, silenziate da regimi autoritari.

ALI CHIUSE – In breve
Aro è una giovane studente di Kabul che ama studiare, stare con le amiche e immaginare il proprio futuro. Da grande vorrebbe fare l’avvocata, per difendere i diritti delle donne in Afghanistan e nel mondo. Anche le sue amiche hanno sogni importanti, ma la realtà sta per trasformarsi in un incubo con la salita al potere dei Talebani. Tra speranze, paure e desiderio, Aro cercherà di non arrendersi alla chiusura della sua scuola, ma c’è bisogno che anche il mondo guardi e reagisca. Chi ha ucciso il sole che è pieno di sangue? – Si chiede Aro citando una famosa poeta della sua terra.

Opzioni diverse per la quarta fotografia della serie.

LE FOTOGRAFIE

La serie fotografica (visibile per intero QUI) poneva alcune questioni tecnico-interpretative profonde, che abbiamo affrontato insieme.
Da un punto di vista semiotico, del senso, una serie è tale dopo un minimo di tre passaggi (esordio, climax, chiusura): prima c’è l’icona (un’immagine singola) o il dittico (due immagini in dialogo).
Da un punto di vista ermeneutico, dell’interpretazione, in un prodotto multimediale (qui testuale e fotografico) è fondamentale eliminare le ridondanze: se con le immagini mostro ciò che dico a parole, c’è una duplicazione e, quindi, uno spreco che si trasforma in inefficacia.
Da un punto di vista filosofico, volevamo che le immagini portassero a un esito positivo, di speranza.
Da un punto di vista tecnico, dovevamo realizzare tutto in poco tempo, negli spazi concessi e con le tecnologie a disposizione (tutti gli ‘effetti speciali’ sono stati realizzati in camera – doppie esposizioni, panning, light painting – senza fotoritocco o utilizzo di IA).

Abbiamo quindi progettato a monte le immagini, decidendo di produrre 10 fotografie così concepite: incipittrittico dei sognipassaggiotrittico dell’incuboexplicitfinale. Le abbiamo poi realizzate in un’unica sessione di scatto di 5 ore.

Stampate fine art nel formato A3+, con passepartout semirigido, sono richiedibili per l’esposizione compilando e inoltrando la liberatoria QUI.

È stata una sfida importante, risolta brillantemente dalla determinazione, collaborazione, ingegno e creatività delle e dei protagonisti.

Un momento di backstage della seconda fotografia della serie.

Backstage della realizzazione delle fotografie 6, 7 e 8 della serie.

FARE SCUOLA PER FARE CITTADINANZA

Nella storia scritta da Saeeda Salangi la scuola è centrale. Imparare è, di fatto, imparare a pensare, con la propria testa, che è poi la chiave per diventare cittadini e cittadine consapevoli e attivi, invece che sudditi muti, obbedienti e controllabili.
Mi capita spesso, andando nelle scuole di ogni ordine e grado, di tematizzare la fortuna che abbiamo (ancora) in Italia, grazie all’istruzione pubblica, e di quanto questo diritto vada difeso: potenziato e protetto.

IMPARARE A VOLARE

Per questo io amo fare i laboratori, che siano di fotografia o di filosofia.
Perché è nel fare che si impara a essere e, insieme, a trasformare il mondo.
Le pratiche creative, come la scrittura, la fotografia, ma anche la pittura, la danza, il teatro… hanno questo dono di certa qual leggerezza, dovuta forse all’immaterialità dell’idea che le ha generate. Eppure proprio queste pratiche possono incidere davvero profondamente nel reale, con quella gravità che è il ‘peso’, il corpo significante.

TRA LIBERTÀ E SICUREZZA DI SÉ

L’esperienza di Ali chiuse non può che farmi inchinare di fronte al coraggio e allo splendore del giovane sguardo di Saeeda, Maia e Gabriele. In loro e nei loro coetanei e coetanee io ripongo la mia scommessa sul futuro.
Per un mondo capace di farsi carico del peso dell’iniquità, optando coraggiosamente per una giustizia sociale che, sola, può costruire la pace.
Per un futuro luminoso, nella cui luce si possa ancora danzare e librarsi, con leggerezza e fiducia.

Perché, sì, forse la parola d’ordine finora taciuta è proprio questa: libertà.

Alle Bonicalzi – Filosofa, fotografa e formatrice
Ideatrice e conduttrice di AITO©LAB con metodo Attraverso I Tuoi Occhi.

Opzioni diverse per la fotografia finale, in light painting, della serie.

Stampa fine art delle opere finali.

LA PRESENTAZIONE DELLA SERIE E DELLA STORIA ALLA REDAZIONE

Saeeda, con Maia e Gabriele, espongono il progetto ai Fiori di Oltre il Giardino.

Grazie a Gin Angri, fotografo e direttore della rivista, e a Lucia Battaglia, presidente dell’associazione I Fiori di Oltre il Giardino.

DOVE TROVARE IL GIORNALE

La rivista I FIORI DI OLTRE IL GIARDINO è reperibile a Como, a offerta libera, qui:
• Libreria Plinio il Vecchio
• Libreria del ragioniere Bianchi
• Libreria La Ciurma
• Garabombo
• Gioielleria Aymara
• Il Libraccio
• Trapeiros di Emmaus
Sulla omonima pagina FB tutti gli aggiornamenti sulle occasioni di incontro e presentazione del giornale!

Maia e Gabriele con il nuovo numero della rivista fresco di stampa!

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