L’IMMAGINE E IL VOLTO AL LICEO SACRO CUORE DI GALLARATE

Grazie alle e agli studenti della quinta del Liceo delle Scienze Umane Sacro Cuore di Gallarate (VA) per la due giorni intensissima di lavoro insieme. Siamo partiti e partite dalla mostra INDICIBILE – virtualmente non autorizzata per riflettere sul tema della violenza di genere in occasione del prossimo 25 novembre, per approdare poi – tramite un set fotografico e la manipolazione in mixed media della nostra immagine – a scoprire il potere curativo e rivoluzionario della pratica artistica. Ne è nata una mostra per l’open day del 2 dicembre.

LE OPERE DI INDICIBILE

Le opere che mi hanno colpito di più sono state…

Che sospiro che sollievo. Riassume nel miglior modo possibile la sensazione di angoscia e soffocamento.

Te lo consiglio. Mi ha colpito sia per l’idea di bruciare parte di un ritratto sia per alcuni ricordi miei.

Io prendo te. Nella mia interpretazione è la frase detta d un partner possessivo che ritiene di aver diritto sulla ‘sua’ donna, che è soffocata da questa situazione, come si vede dall’anello al collo.

Scherzavo. L’ho collegata a esperienze personali. Dietro alla banale giustificazione dell’ironia vengono dette parole che hanno un peso e che potrebbero essere portare nell’animo di ciascuno inconsciamente. È spesso la parola che si usa come scusa dopo aver commesso qualcosa di sbagliato.

Quanta profondità. Mi ha attratto molto come ‘disegno’ e poi l’ho collegata a esperienze personali.

Scusa? Mi ha colpito particolarmente, perché per me rappresenta la mancanza di rispetto nei confronti della donna e il fatto che non sia libera di esprimere la propria opinione.

Almeno c’è un po’ di gioia. Perché bisogna sempre mostrarsi felici agli occhi altrui, altrimenti si mina il loro stato d’animo (l’autostima?).

Come da bambini. Nessun problema. Rappresentano la vita quotidiana.

Se non ci fossi tu. Rispecchiano situazioni che viviamo e vediamo.

Fatti curare. Ma ti sei vista. Mi ricorda frasi che mi sono state dette.

LE SCRITTE: DI CHI SONO VOCE?

Probabilmente sono la voce di un ipotetico compagno o commenti delle persone.

La voce riprodotta potrebbe essere di chiunque: un’amica, i genitori, un possibile fidanzato.

Secondo me è la voce di un ragazzo o un uomo.

Per me è la voce dell’uomo che ha ‘fatto’ violenza alla donna. Alcune frasi però potrebbero essere dette o pensate dalla donna dell’immagine stessa.

È la voce del proprio partner in un contesto tossico.

Potrebbe essere del marito o del fidanzato o un conoscente… qualcuno che (maschio o femmina) sente il bisogno di dare il proprio giudizio.

La voce per me è di chi commette violenza.

La voce potrebbe essere di chi sopporta tutto e resta in silenzio, senza riuscire a reagire.

La voce per me è di chi sta accanto a chi subisce violenza.

Queste frasi possono essere dette da tutti.

È la voce del mondo, che spesso non viene ascoltata e neppure espressa.

La voce è della persona che infligge violenza: dai frequenti femminicidio sono indotta a pensare che sia la voce di un uomo.

È la voce di un uomo rivolto a una donna.

È la voce del compagno o ex-marito o marito che pensa di possedere la propria donna: poiché la ‘ama’, [pensa] sia sua.

Sono i luoghi comuni della società, voci di persone che danno giudizi senza curarsi delle conseguenze.

LA MOSTRA E L’INCONTRO

Molto espressiva e di grande attualità.

Una bella occasione per approfondire il tema.

Mi interessa molto l’argomento.

Mi ha interessato perché mi sono accorta che è una cosa vera, che accade.

Non si parla spesso o con grande interesse di questo argomento o lo si fa perché si deve. Alle invece mi ha ispirato!

Mi ha interessato molto. In particolare vedere come un’immagine possa dire così tanto e far riflettere.

Mi è piaciuto l’incontro e l’intento di spiegare in modo chiaro.

Mi ha interessato soprattutto il tema della mostra virtuale e la problematica delle fake news, da cui emerge l’imprescindibile importanza del contesto, rispetto alla comprensione/decodifica.

Mi ha colpito molto la modalità con cui sono state realizzate le opere.

Interessante vedere le opere appese come ‘propaganda di un pensiero’.

Molto coinvolgente e interessante.

Mi è piaciuta molto la mostra che, sebbene virtuale, esprime bene una realtà spesso ignorata o sottovalutata.

Interessante e pienamente condivisibile. Bellissimo lavoro.

Mi è piaciuto perché nonostante l’argomento delicato, il messaggio è arrivato chiaro e conciso.

Molto interessante vedere il prima e il dopo di una mostra che non è neppure avvenuta ‘davvero’.

Ho trovato molto interessante l’idea di utilizzare il web per raggiungere un maggior numero di persone.

Non cambierei nulla, mi è piaciuto molto.

Mi sarebbe solo piaciuto dialogare di più.

Mi aspettavo le solite immagini o video. Invece mi è piaciuta molto l’idea di esporre la foto di una sola donna più volte, per ribadire uno stesso messaggio.

Mi sarebbe piaciuto condividere esperienze personali di ciò che riteniamo violenza.

Non sapevo cosa aspettarmi ma mi è piaciuto. Non farei nulla di diverso.

Mi ha colpita molto perché il tema è trattato in modo differente dal solito. Le opere sono molto toccanti e le motivazioni per cui sono state create del tutto condivisibili.

 

…………………

SOLO SE

Ti rispetta
C’è sostegno e collaborazione
Alleggerisce, ascolta, si interessa, domanda, si ricorda, stupisce, è presente
Ti valorizza
Ti fa sentire bell@
Ti sostiene anche se hai più successo di lui o lei.
Sa mettersi in ridicolo
Ti fa ridere per farti stare bene
Ti aiuta se hai problemi
Ti accompagna nei posti che ami
Ti dona attenzioni
Non si sente superiore
Ti fa sorridere
Celebra i tuoi traguardi come i suoi
Parla bene di te davanti agli amici e alle amiche
Non ti insulta
Non ti dice che non arriverai da nessuna parte
Non ti considera un’abitudine
Ti riempie di attenzioni sempre
Ti supporta
Non ti giudica
Ti ammira per prim@
Ti apprezza per quello che sei
Non ti fa dubitare delle tue decisioni
Ti rassicura
Insieme si ride sempre
Ti arricchisce
Ti incoraggia nelle tue scelte
È contraddizione
Ti rispecchi nella controparte
Si è disposti a mettersi in discussione e a crescere con l’altra persona
Prima si è amici
Accoglie la diversità
Ti lascia andare
Lo puoi raccontare

È AMORE

…………………

L’IMMAGINE E IL VOLTO: IL LABORATORIO

• IN GENERALE, COSA TI HA INTERESSATO O SORPRESO DI PIÙ?

Mi ha sorpreso il fatto che attraverso le tre attività svolte modificando, tagliando la propria faccia, essa cambiava e rappresentava ogni volta un aspetto, un significato differente.

Mi ha sorpreso molto quanto un’immagine possa avere più significati.

Mi è piaciuto tutto e mi ha sorpreso la creatività.

La capacità delle foto di essere tremendamente utili per vedersi in prospettive differenti e nuove mi è sembrato terapeutico.

Ciò che mi ha sorpreso di più è stato il fatto di come modificare immagini con il nostro volto possa avere un impatto così forte su noi stessi.

Mi ha sorpreso molto il fatto che è un laboratorio capace di intrattenere tutti e una possibilità di esprimere al meglio la propria creatività.

Mi ha sorpreso il fatto che siamo riusciti a instaurare un dialogo in cui tutti si potevano esprimere su argomenti che io stessa ritengo molto delicati.

Mi ha stupito che ci sia stata messa a disposizione la possibilità di usare la fantasia sul nostro volto.

Le tre attività svolte in generale sono state molto interessanti, anche perché, non avevo mai visto o sentito parlare di questo lavoro per sensibilizzare su un tema così importante.

La cosa più bella è stata il creare noi stessi dei lavori che ci rappresentano o che vogliamo rappresentare.

Bellissimo essere completamente liberi di esprimerci nel fare le attività.

Mi è piaciuto molto lavorare sulla mia faccia e poter esprimere la mia creatività che spesso dimentico di avere.

Mi è piaciuto molto poter lavorare in modo creativo sulle nostre immagini.

• IN PARTICOLARE, COSA NE DICI DELLE TRE ATTIVITÀ SVOLTE?

LA SUPERSIMMETRIA

È stato divertente scherzare su se stessi, consapevoli del fatto che la nostra immagine reale non corrisponde ad alcun ritratto fotografico.

Sicuramente la cosa che mi ha colpito di più di questo laboratorio è stato vedermi in modo differente grazie alla prima attività svolta.

Mi è piaciuta meno la prima, perché non mi ha coinvolto attivamente nel progetto, però lo stesso è stata bella perché ho visto nel mio viso l’asimmetria.

Molto interessante notare che non si è perfettamente simmetrici e che dalle due metà di un volto emergono soggetti diversi (tra loro e da sé).

Bello prendere il risultato con ironia facendo un passo verso la convinzione che non serve la perfezione per essere belli.

Mi è piaciuta meno ma solo perché ho sentito meno la partecipazione emotiva.

Da una parte è stato divertente osservare le differenze delle due parti; dall’altro penso sia stata un’esperienza significativa per vedere che non siamo solo una cosa ma abbiamo diverse facce con cui mostrarci al mondo.

Mi è piaciuta (forse) meno, ma perché il mio viso non mi piace molto e il vederlo ben due volte e in due modi differenti è stato abbastanza d’impatto per me.

Fa riflettere molto sui tratti di una persona. Si comprende bene la frase: non troverai mai due persone identiche (nemmeno nella stessa persona).

Mi è piaciuta meno perché ha uno schema più rigido, da rispettare. Le altre due, invece, ti danno maggiore libertà di espressione.

La più bella: la dimostrazione che non siamo perfetti (e chissà ne frega!).

Moooolto interessante. La mia preferita.

È stato strano vedere emergere dal proprio, due volti che a momenti non sembriamo noi.

Ho fatto quasi fatica a riconoscermi, nonostante la foto di partenza fosse normale.

Mi è piaciuta particolarmente. Mi ha stupito il risultato inaspettato e quasi strambo.

Carina, ma ho capito poco cosa centrasse con il tema della violenza sulle donne.

Interessante veder modificata la propria immagine e scoprire che l’asimmetria è meglio di due metà identiche.

Interessante scoprire che nessuno è ‘perfetto’.

 

LA TESSITURA

La seconda attività mi ha invece aiutato a capire meglio quali sono le parti del mio viso che mi piacciono di più e che sono anche quelle più importanti quando si guarda il mio viso, come gli occhi, le sopracciglia e il naso.

Mi è piaciuto imparare questo metodo e poterlo sperimentare manualmente in prima persona.

Mi ha innervosito così tanto che mi è venuto il mal di stomaco! 😉

Ho apprezzato molto l’idea che non ci fossero regole, che i risultati fossero tutti diversi nonostante la partenza analoga. Mi ha dimostrato che non cerchiamo tutti la stessa cosa.

Molto creativa: sono emersi i diversi stili di ognuno e i tratti caratteriali di ciascuno, grazie alla scelta di come ricomporre la propria immagine.

Mette in gioco la manualità: un’arte che sta scomparendo, ed è capace di far esplodere la fantasia.

La più tecnica: buono e interessante il risultato che non è mai uguale alle immagini di partenza.

Rendo forse meno la modifica di noi stessi.

Richiede molta pazienza, ma nel momento in cui ho strappato la seconda foto ho provato quasi un senso di liberazione.

Mi è piaciuto riuscire a evidenziare il mio sguardo che è ciò che mi piace di più del mio volto.

È l’attività che mi ha messo di più alla prova.

Bellissimo potersi rappresentare liberamente.

Interessante e bella la libertà di inserire anche materiali differenti.

Ho imparato e applicato una tecnica che non conoscevo e, attraverso la fantasia sono riuscita a creare un’opera piacevole.

Bello modificare creativamente la propria immagine.

IL PUZZLE

Mi sono piaciute tutte, soprattutto mi è piaciuta la creatività e la libertà che avevamo nel fare quei lavori richiesti. L’attività che più mi ha interessato è stata l’ultima perché ho potuto dare un nome all’opera che sta facendo, l’ho resa appunto più mia.

Interessante il riferimento filosofico ma anche l’atto di scomporre e ricomporre se stessi per trasmettere un messaggio.

Mi è piaciuto poter strappare la mia faccia con tanta rabbia.

L’attività migliore. Ha suscitato in me un moto creativo che non sentivo da un bel po’.
Mi ha fatto sentire fragile ma protett@.

L’attività più bella, in cui sono emersi i nostri lati più nascosti, anche grazie all’attribuzione di un vero e proprio titolo significativo per noi.

È stato un momento profondo in quanto è riuscito a mettere a nudo le mie insicurezze e fragilità.

La più stimolante: la creazione libera di un messaggio attraverso la modifica del nostro volto. Bello che dallo stesso punto di partenza ogni prodotto è diverso.

La più complessa ma, allo stesso tempo, ha fatto andare l’immaginazione, la creatività ma soprattutto il pensiero.

È stata l’espressione di un’emozione che solo con il mio viso sono riuscita a realizzare. Tante volte ho provato a esprimere questo concetto ma mai ci ero riuscita.

Bellissimo!

È stata quella che mi è piaciuta maggiormente perché richiedeva maggiore creatività, autonomia, espressione di sé.

È stato il lavoro che più di tutti ha reso possibile l’espressione individuale. Da questo lavoro sono emerse tantissime personalità e storie differenti.

Divertente poter esprimere ciò che pensiamo senza preoccuparci di un giudizio. Il mio preferito.

CHE COSA HAI SCOPERTO DI NUOVO SU DI TE?

Ho riscontrato in me caratteristiche del mio viso che mi valorizzano e le ho riviste con occhi diversi; lavorare sul mio viso è stato stimolante: sia modificarlo sia, alla fine, dargli un nome, rispetto a quello che più rispecchia in questa fase della mia vita.

Ho scoperto che mi interessano molto questi temi e il poterli trattare concretamente.

Ho scoperto la mia gentilezza e il saper essere sempre gentile.

Ho scoperto che ci sono molti più orizzonti esplorabili su di me e sul mio essere di quanti ne potessi immaginare.
Grazie Alle! <3

Ho scoperto che in realtà io sono io e non potrò mai essere qualcun altro. Ma di sicuro posso lavorare su me stessa direttamente e ho gli strumenti per dare voce al mio volto.

Ho scoperto che l’arte e la creazione generano nella mia anima uno stato di leggerezza e migliorano il mio umore, scacciando qualsiasi forma d’ansia.

Ho scoperto che la più banale delle cose, la mia immagine, può essere modificata per mandare un messaggio.

Ho scoperto che se anche ci trasformiamo creativamente rimaniamo pur sempre noi stessi.

Ho scoperto molti più dettagli e particolare di me stessa. Grazie. <3

Sicuramente, alla fine di questo progetto sono arrivata alla conclusione che ha volte è bello e interessante mettere in dubbio se stessi osservandosi anche in modo ambiguo come abbiamo avuto l’opportunità di fare.

Ho scoperto di avere tanti pensieri e sensazioni dentro che non riesco a far emergere.

Ho scoperto la capacità di esprimermi attraverso la fotografai/l’arte e che dovrei apprezzare e valorizzare maggiormente la mia immagine.

Ho riscoperto la mia facoltà immaginativa ed espressiva. Mi fa molto piacere entrare a contatto con l’arte.

Ho scoperto che l’importante non è essere perfetti ma creativi!

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