A Milano, con due classi dell’indirizzo socio-sanitario dell’Istituto Superiore Galilei-Luxemburg, abbiamo percorso la mostra virtuale Indicibile, interrogandoci su diversi temi che solleva, alla luce delle ‘regole’ del dialogo filosofico. Un’esperienza molto profonda. Grazie a tutte e tutti gli e le studenti che hanno partecipato (anche) a questa parte del percorso INVENTIO.

L’incontro con le e gli studenti comincia con un appello un po’ particolare…
Dopo un attimo di stupore misto a ilarità, la scoperta è traumatica: i nomi di chi manca all’appello sono quelli delle donne vittime di femminicidio dall’inizio dell’anno ad oggi (1 aprile 2025):
#SayHerName – ci vogliamo viv3!
Elisa Stefania Feru
Cristina Franchi
Fabiana Piccioni
Maria (Liliana) Porumbesco
Caterina Pappalardo
Johanna Nataly Quintanilla
Eleonora Guidi
Cinzia D’Aries
Anna Peralta
Anna Viliani
Carla D’Acunto
Tilde Buffoni
Sabrina Baldini Paleni
Laura Papadia
Ilaria Sula
Sara Campanella
…
I CONFINI DELL’AMORE
Difficile, impattante e ben fatto. Pina
Introdotta la mostra, le sue (mie) intenzioni, le opere e le tecniche di realizzazione, ci interroghiamo a partire dal tema centrale di tutto ciò: il contrasto alla violenza di genere.
In una classe il dialogo si fa subito molto intimo.
Ci soffermiamo sul disequilibrio della responsabilità in una relazione tossica (chi resta, come si reagisce) e, in particolare sui limiti dell’autodifesa (quando si fa essa stessa violenza?).
Introduciamo la piramide della violenza e rammentiamo il 1522 come servizio di ascolto e denuncia anti violenza e stalking, attivo 24 ore al giorno, 7 giorni su 7.
Nell’altra classe, inaspettatamente, il dialogo vira subito sul tema della VENDETTA che mettiamo però alla prova introducendo quello della GIUSTIZIA. Cerchiamo di distinguere tra rabbia viscerale individuale e applicazione ragionevole di regole condivisibili. Introduciamo anche una distinzione tra fini e mezzi.
Ragioniamo anche sul peso delle intenzioni, rispetto a un crimine e sul ruolo della pena e del carcere.
Non è facile argomentare con RAGIONI.
Ma è questo che fa di un dialogo un dialogo filosofico.
Un’idea originale e bellissima. Mi ha colpito la crudeltà di alcune frasi (ad esempio ‘potrò togliermi uno sfizio’). Matilde
Un’attività importante perché sono argomenti di cui non si parla (infibulazione, ad esempio)
e che vengono trascurati o sottovalutati. EngyTrovo che parole e immagini coincidano molto. Ola
Mi ha interessato perché è un’idea diversa da tutti gli altri metodi di mostra. Cristian
Mi interessa questo tipo di argomento. Perfetta l’attività. Jack
Molto interessante la modificazione fantasiosa delle immagini e significative le frasi. Avni
Mi ha fatto pensare. Nicole
Secondo me la voce è di una collettività: sono commenti, pensieri e accuse. Tutto è fatto molto bene e molto chiaro da capire. Xhoja
Di solito se ne parla in modo superficiale dando a intendere che sia la normalità […] ma finalmente ci sono donne e ragazze che ne parlano e io spero in un cambiamento. Sofia
Importante, perché di solito se ne parla senza fare niente di concreto. Gre



VIRTUALE E REALE: CHE COS’È ‘VERO’?
Mi ha interessato tanto questa cosa delle opere:
non è una mostra che si vede tutti i giorni.
Christian
Un tema trasversale che abbiamo indagato insieme riguarda la modalità specifica di ‘messa in scena’ della mostra, ossia la sua virtualità.
Filosoficamente ci interessava approfondire il rapporto tra diverse categorie del pensiero, come vero e falso, naturale e artificiale, verosimile e credibile…
Sul fronte esperienziale, questa riflessione ci ha portat3 anche a riflettere sul ruolo dei social media, delle chat e della rete, in generale, come possibile luogo di incontro o tempo della relazione, indagandone potenzialità e pericoli.
Questo incontro mi è piaciuto e mi ha ispirato molto. Andrina
Mi ha interessato perché è un modo alternativo di parlare di violenza sulle donne. Otta
Questa attività fa riflettere. Zohrita
Manifesta pensieri intrusivi. Ed è interessante perché consente diversi modi di interpretare le opere. Leonardo
Mi ha interessato perché è un argomento troppo poco trattato nonostante l’immensa importanza. Diara
UN MANIFESTO CONTRO LA VIOLENZA
[…] Però non dovete avere paura di gridare aiuto e di farci aiutare e comunicare con: la famiglia, amici, compagni…Io vorrei aiutare le altre, gli altri.
Aiutarci tutte insieme e dire stop/basta alla violenza sulle donne. E quando dico tutte, [intendo] insieme, perché siamo donne e siamo fragili ma nello stesso tempo forti. E [dobbiamo] tirare fuori la forza, il coraggio, fiducia in noi stesse:[per] amarsi, rispettarsi, accettarsi per quello che siamo: […] magre o grasse, […] etero o lesbiche, […] brutte o belle.
[…] ogni ragazza si deve amare e accettare per quello che è e non si deve fare influenzare dagli altri, né essere manipolata. Le donne sono uniche.
No? siamo quello che siamo, ovvero pelle e ossa.
Irina, 16 anni


INVENTIO – il dialogo filosofico negli istituti tecnici
Tra le proposte laboratoriali che propongo nelle scuole di ogni ordine e grado – sia fotografiche sia filosofiche – dallo scorso anno scolastico c’è anche INVENTIO: un protocollo specifico per praticare il dialogo filosofico con le e gli studenti degli istituti tecnici. Promosso e modellizzato dall’associazione Filò – Il filo del pensiero con cui mi sono formata io stessa per diventare ufficialmente Esperta Inventio, può essere attivato anche in nuove scuole. Ti interessa? Contatta Filò!
AITO – Attraverso I TuoiOcchi
Per saperne di più, invece, sui miei laboratori (fotografici e/o filosofici), visita il mio sito dedicato o scrivimi!




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