RITRATTO DI FAMIGLIE – Intorno al margine
RIFLESSIONI E COMMENTI ALLA CHIUSURA DELLA PRIMA ESPOSIZIONE DELLA MOSTRA – Si è conclusa la prima edizione della mostra Ritratto di Famiglie che ho realizzato con l’associazione Agedo – Milano presso la Biblioteca Sormani di Milano. Qui il mio intervento, a margine di quello principale di Vera Gheno: una riflessione proprio sul tema del margine e di come la fotografia possa prendersene cura.
Per la conclusione della mostra allestita in Sormani a Milano con e per Agedo, l’associazione di genitori, parenti, amiche e amici di persone LGBTQIA+, la fotografa e filosofa artefice delle opere, Alle Bonicalzi, riflette sul ruolo della fotografia nel ritagliare finestre di senso.
Per prenotare la mostra nella tua città, scrivi a
milano@agedonazionale.org
Alle la tua arte è “avanti”
C.V.


ELOGIO DEL RI-MARGINARE
PER UNA FOTOGRAFIA ETICA, ACCOGLIENTE DELLE DIFFERENZE
La fotografia è pratica di cura quando il suo frame, da limite selettivo, si fa margine abitabile e sutura etica: un bordo vibra e si fa vivo attraverso uno sguardo in grado di ri-marginare il mondo e accogliere ciò che era stato escluso o silenziato. In questo senso, fotografare non significa appropriarsi del visibile (take a picture), bensì costruire finestre di senso (make a photograph), sapendo prendersi cura del varco/inquadratura e della vulnerabilità di ciò che ritaglia. Non più o non solo una dialettica dentro/fuori, ma un nuovo modo di intendere l’inclusione come pratica di bordo, in cui il limite viene continuamente riscritto affinché la differenza possa esistere senza essere assorbita dall’identità.
Devo il concetto di margine e il suo elogio a bell hooks (scrittrice, attivista e femminista statunitense afrodiscendente) di cui consiglio soprattutto il libro Insegnare a trasgredire.
Le persone oppresse lottano con la lingua per riprendere possesso di sé stesse,
per riconoscersi, per riunirsi, per ricominciare. Le nostre parole sono azioni, resistenza.
bell hooks, Elogio del margine – Razza, sesso e mercato culturale

Alle Bonicalzi con Cinzia Valentini (presidente Agedo Milano) e Vera Gheno.

Avanti così! <3
Vera
GUARDARE PER VEDERE: UNA PRATICA DI CURA
RITRATTO DI FAMIGLIE è un progetto composito che unisce parole e immagini e che coinvolge il pubblico in un’esperienza condivisa incentrata sulla pratica filosofica del domandare e domandarsi e sulla pratica (anche) fotografica del guardare per vedere.
E se FAMIGLIA è (o dovrebbe essere) il luogo dove si è accolti incondizionatamente e (quindi) visti e viste per chi si è, sarebbe bello lo fosse il mondo intero, attuando perciò quella fratellanza tanto sbandierata da alcuni e quella sorellanza tanto agognata da altre.
E se RITRATTO è quella fotografia che restituisce senso e identità, in quando FOTOGRAFIA ritaglia tale finestra di senso dalla realtà che inquadra. Ora, sebbene ogni fotografia implichi l’esistenza di ciò che la impressiona (tema scottante, in tempi di sintografie), nessuna fotografia è mai la realtà né un suo pezzo, bensì ogni fotografia è un discorso sulla realtà.
La FOTOGRAFIA quindi è un LINGUAGGIO, con una sua grammatica e sintassi (che sarebbe bene conoscere, avendo noi tuttɜ oggi in tasca una fotocamera, sia per usare le regole sia per infrangerle creativamente!) e, in quanto tale, costruisce significato. Come? Attraverso la selezione.
L’inquadratura (ma anche la scelta dell’attimo in cui scattare) ritaglia (strappa?) una porzione di mondo, istituendo, di fatto, un dentro e un fuori. Detta così, non proprio una pratica inclusiva, anzi, direi piuttosto esclusiva (selettiva, appunto!).
Come può, dunque, la fotografia ‘aprirsi’ e farsi accogliente delle differenze? Occupandosi proprio del bordo, di quella cornice/fram che si fa MARGINE vivo e vibrante: soglia tra visibile e invisibile, detto e non detto; luogo di resistenza e – quindi – di senso.
Occuparsi del margine significa PRENDERSENE CURA. È un gesto politico prima che estetico poiché comporta una presa in carico di responsabilità (una sorta di etica dell’inquadratura) in quanto pratica intenzionale di significazione e di conferimento di voce (chi viene vist@? Chi trova spazio? Devo per forza essere al centro per avere diritto di parola?).
Una fotografia etica e accogliente, allora, è possibile nella misura in cui è in grado di ri-marginare il mondo: ricollocare o decostruire responsabilità e ruoli ma anche, e soprattutto, lenire il dolore, curare le ferite, occuparsi di fermare lo spargimento di sangue. Vivificare.
All’opposto di una fotografia predatoria (to shoot significa ‘scattare’ ma anche ‘sparare’ e si spara per ferire se non per uccidere), la fotografia etica è quella disarmata e disarmante, che consente di darsi alla luce.
Nella FOTOGRAFIA DI RITRATTO, darsi alla luce è dare corpo e voce al proprio non essere più o solo ai margini.
Ri-nascere.
Ri-marginare.
R-esistere.
RITRATTO DI FAMIGLIE È TUTTO QUESTO E MOLTO DI PIÙ.
In quanto dispositivo rimarginante si fa luogo di consapevolezza e dialogo.
È testimonianza di trasformazione, spazio che visibilizza e, dunque, legittima anche la fragilità.
È uno spazio sicuro che genera sguardi senza dominio.
È un progetto di cura che ci ri-guarda.
Tuttɜ e ciascun@.
Alle Bonicalzi, filosofa, fotografa e formatrice
Ideatrice e autrice della mostra Ritratto di Famiglie per e con Agedo Milano

Grazie perché non avete scordato quanto è bello e importante fiorire in sé stess*,
essere vist*, ma soprattutto vedersi. Grazie. Maria Teresa


RITRATTO DI FAMIGLIE
La mostra fotografica di Alle Bonicalzi per e con Agedo Milano
Per prenotare la mostra nella tua città, scrivi a
milano@agedonazionale.org
Qui la presentazione ufficiale della mostra Agedo-Milano.

Infinita gratitudine nei tuoi confronti, Alle.
Sei una grande professionista che crede in quello che fa!
Le tue foto sono stupende.
SCOPRI TUTTA LA STORIA DEL PROGETTO
IL SET FOTOGRAFICO E IL LABORATORIO
Ritratto di Famiglia – step 1
INVITO ALLA MOSTRA IN SORMANI (A MILANO)
Ritratto di Famiglia – step 2
L’INAUGURAZIONE DEL 22/11/2025
Ritratto di Famiglia – step 3
LE VISITE RACCONTATE
Ritratto di Famiglia – step 4
OSPITI D’ECCEZIONE: PRISCILLA E VERA GHENO
Ritratto di Famiglia – step 5
INTORNO AL MARGINE: PER UNA FOTOGRAFIA ETICA
Ritratto di Famiglia – step 6
DICONO DI NOI
RASSEGNA STAMPA AGEDO-MI
INTERVISTA A REWRITERS
INTERVISTA A CIAOCOMORADIO

Alle Bonicalzi (a sinistra) con Monica Verga, del direttivo Agedo MI, presso CiaoComoRadio.
AGEDO
Agedo è l’associazione di genitori, parenti, amiche e amici di persone LGBT+.
E io sono loro amica, anzi, alleata (o, come dice Rachele Borghi in Decolonialità e privilegio, complice!).
Agedo-Milano fa parte di Agedo Nazionale, che ha 37 sedi in tutt’Italia. Dal loro sito:
Aiutiamo i genitori nel coming out dei figli e delle figlie, e promuoviamo il pieno riconoscimento dei diritti civili e i necessari cambiamenti sociali nel nostro Paese.
Favoriamo l’inclusione di quei ragazzi e quelle ragazze che ancora oggi temono di dichiarare apertamente il loro orientamento sessuale o la loro identità di genere, oppure trovano ostacoli nell’emergere allo scoperto nella famiglia, nella scuola, nella società.Ci impegniamo per superare gli stereotipi che ogni giorno rendono difficile la vita della comunità LGBT+ e per eliminare ogni forma di discriminazione e di omofobia.

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* NOTA AL LINGUAGGIO. In questo documento e in tutti i materiali per la mostra si utilizzano alcuni caratteri particolari nell’uso di nomi e aggettivi che solitamente si declinano o al femminile o al maschile. In particolare si usa il cosiddetto scevà lungo /3/ per il plurale; la chiocciola /@/ o lo scevà corto /ə/ al singolare e, talvolta, l’asterisco /*/, utile per accorpare casi misti. Nel parlato, invece, è possibile e usato sospendere la vocale finale al singolare e utilizzare la /u/ al plurale.
Non sono sviste, bensì esperimenti linguistici non esclusivi e non binari, che aprono all’accoglienza della differenza. Pur nella consapevolezza della fatica che questo possa comportare nella lettura, si confida ne valga la pena e si augura a tuttɜ un approccio flessibile e curioso, alla mostra Ritratto di famiglie e alla vita!
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ATTENZIONE L'USO FUN@M%#L!©4 DEL LINGUAGGIO AMPIO È CONTAGIOSO!
Foto di apertura: con il direttivo Agedo Milano, al centro Cinzia Valentini (presidente) tra Alle Bonicalzi (a sinistra), e Vera Gheno, al finissage della mostra Ritratto di Famiglie in Sormani.
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