RITRATTO DI FAMIGLIE – Step 4

CHE COSA SIGNIFICA PER TE ESSERE NORMALE? – È solo una delle domande che ci fa la mostra Ritratto di Famiglie che ho realizzato con l’associazione Agedo – Milano e che si conclude il 17 gennaio presso la Biblioteca Sormani di Milano con l’incontro con Vera Gheno. Un’esperienza interattiva, una possibilità di partecipazione al dibattito che ha visto anche alcune VISITE RACCONTATE, eccone alcuni stralci. La rassegna stampa completa è QUI. Alcuni commenti delle attività preparatorie QUI. Il backstage del set fotografico è invece visibile QUI.

ULTIMO APPUNTAMENTO

17 GENNAIO 2026 ALLE 15,30
Parole in mostra – Incontro e dialogo con Vera Gheno

ATTENZIONE ALL'USO FUN@M%#L!©4 DI LINGUAGGIO AMPIO.

IN VISITA RACCONTATA CON…

I FIORI DI OLTRE IL GIARDINO E STRAMONIO

Una visita raccontata è per me un’esperienza diversa da una visita guidata.
Come svela il nome stesso, infatti, rac-contare ha a che fare con il tentativo di mettere in fila per dare senso e per condividere, financo una direzione, certamente un significato! Il che assomiglia assai alla percorrenza condivisa della mostra allestita in Sormani a Milano, con e per Agedo, l’associazione di genitori, parenti, amiche e amici di persone LGBTQIA+.

In questi mesi ho accompagnato diverse persone in visita e con loro abbiamo sviscerato alcuni dei temi della mostra, approfondendo il nostro rapporto con l’essere famiglia, a partire da una verità incontrovertibile: sebbene non tutti e tutte siamo genitrici o genitori, tuttɜ siamo figliɜ.

 

DAL BENESSERE PERSONALE ALLA CONDIVISIONE CHE SI FA CURA

Anna Maria Fisichella, vicepresidente Agedo Nazionale e Agedo Milano, dialoga con I Fiori di Oltre il Giardino.

 

Ti è piaciuta la mostra e questa esperienza? Perché?

BELLISSIMA E COMMOVENTE.
Un’emozione difficile da descrivere a parole.
Dimostra che l’amore non ha barriere.
Bello vedersi rappresentati [come comunità LGBT].
Sì, perché è vera. Le parole collaborano con la fotografia.
Molto, moltissimo perché mi rifletto nella tenerezza.
Mi è piaciuta perché esprime la realtà vera e cruda.
APRE LA MENTE.
C’è sempre da imparare.
Sì, è un DIALOGO APERTO.
Bellissima, descrive proprio bene la nostra realtà [LGBTQIA+].
Sì, mi ha aperto un mondo che non conoscevo.
Un’esperienza istruttiva.
Molto.
Tantissimo, senza un perché.
Moltissimo, mi ha emozionato tanto.
Bella la condivisione di esperienza e di emozioni.
Sono curiosa e mi piacciono le storie.
Si, molto. Perché ho riscontrato molta sensibilità.
Mi è piaciuta molto, per la profondità dei ritratti e la capacità di costruire un progetto corale, a cui anche io sto partecipando.
Sì moltissimo. È un bellissimo spaccato di amore e gioia.

dal questionario anonimo
discusso insieme come laboratorio di dialogo filosofico.

 

 

Cosa ti porti a casa da questa esperienza?

È un’esperienza che aiuta il mio processo di ricucitura e di crescita.
La conferma che un Paese migliore esiste.
Molti lacrimoni e la speranza di poter dare qualcosa di simile se in futuro dovessi avere dei figli.
Poter guardare con occhi diversi le altre persone.
Amicizia.
Che le belle persone esistono e che le diversità ci fanno crescere e diventare persone migliori.
Gratitudine per l’attenzione che si può riservare a tutti.
Volti…
Tanto da condividere con il mondo affinché possiamo essere tuttə normali con uno spettro molto più ampio cioè intendo proprio tuttə.
Stimoli per progetti in corso.
Speranza.
Calore + affetto.
Tanto. Che ci può essere un mondo migliore.
Gratitudine e bellezza.
L’amore.
La TENEREZZA che non ho, che non ho avuto.
La naturalezza di essere gioiosi.
Apertura mentale.
Ho intravisto il dolore dei figli che devono parlare con i genitori.
Un po’ di dignità.
Una condivisione.
Che i genitori devono amare i figli: è così che li aiutano a crescere.
Più amore e rispetto.
Mi ha arricchito.
Cultura.
Un quadro.
Il rispetto ancora maggiore verso mondi ancora sconosciuti per me.
Il non dare per scontato quanto possa essere difficile vivere e convivere in famiglia
Partecipazione e condivisione
Tanti sorrisi.
Due frasi che mi sono piaciute molto e forse un pochino in più di apertura mentale.
Una visione nuova sul senso di famiglia e la conoscenza di Agedo.
La condivisione e la “normalità” di chi non crede nella normalità.

dal questionario anonimo
discusso insieme come laboratorio di dialogo filosofico.

Monica Verga, del direttivo Agedo Milano, illustra l’associazione al gruppo di lettura Stramonio.

Carla Giovannone, attrice e libraia, ideatrice e conduttrice di Stramonio (sotto, parte del gruppo).

A PROPOSITO D’ESSERE NORMALə

Oltre alla visita raccontata, come spesso faccio (e come ho fatto per realizzare la mostra stessa) ho proposto anche un’attività di scrittura creativa che stimolasse poi un dialogo filosofico. In omaggio all’ultimo libro di Vera Gheno che chiuderà la mostra sabato prossimo, il tema scelto è stato la normalità: cosa significa per te? È importante? È un valore o un limite… o una parola frusta?

Grazie Alle, siamo state felici di esserci!
Bello il progetto, bello come lo hai portato, belle le persone,
le condivisioni che hanno lavorato in me e messo bei semini.
Veronica

PAROLE PAROLE PAROLE

Dalle produzioni calligrafiche di chi ha partecipato, io mi sono presa l’onere, l’onore e il piacere di ritagliare quelle che io chiamo ‘finestre di senso’, per ri-creare un dialogo immaginario collettivo e condiviso.

Non è poi una colpa essere normale, normalE, normaLE, normALE, norMALE, noRMALE, nORMALE, NORMALE!
NOrmale con i tuoi amici e le tue amiche?
NOrmale con la tua famiglia [normalissima!!]?
Essere una persona normale?
Essere una persona.
Essere.
Se fai così – dicono – non sarai mai felice…
Ma forse – ci sta – qui si parla più di libertà e di essere sé stess3… oppure di SCEGLIERE chi essere.
“Ti ringrazio [è molto bello] alla fine [essere qui] ho scelto.”

È NECESSARIA LA NORMALITÀ?

Ce lo siamo chieste e chiesti nell’ultimo appuntamento dell’anno per la visita raccontata alla mostra #RitrattodiFamiglie che espongo in #Sormani con e per Agedo Milano, ospiti d’eccezione chi partecipa al gruppo di lettura #Stramonio di e con Carla Giovannone. In 3 ore di visita e laboratorio (grazie infinite al Sistema Bibliotecario Milano che ci ha accolt3, anche con una cana!), ne sono emerse di molto interessanti.

TU CHE COSA PENSI SIA NORMALE?
Ti interessa? Ti riguarda?

IO TI AUGURO UN NUOVO ANNO EXTRA-VAGANTE (che è solo uno degli innumerevoli contrari di ‘normale’… ) non per altro… per aprire la mente e lasciarsi sorprendere: come pare accada a chi visita la mostra #RitrattidiFamiglia e come sarebbe bellissimo accadesse a chiunque, ogni giorno.
#neldubbiotusplendi #raccontiamopercambiareilmondo

La mostra è aperta fino al 17 gennaio, negli orari di apertura della biblioteca. Al momento io mi segnerei in agenda la data del 14 e del 17 (per eventi spettacolari e pubblici, grazie ad Agedo Milano). Se invece siete miei e mie studenti di #Inventio (con Filò) al @Galilei-Luxemburg di Milano, c’è una sorpresa organizzata apposta per voi!

Alle Bonicalzi, filosofa, fotografa, formatrice e attivista ideatrice della mostra

………………….
Grazie agli amici e alle amiche di Oltre il Giardino, con cui collaboro da anni, a Carla Giovannone e a #Stramonio_gruppodilettura (che frequento con gioia ma poca diligenza) per aver condiviso questo pomeriggio con me, la mostra e #Agedo; grazie a tutte e tutti coloro che si sono unit3 a noi. Grazie a ciascun@ per la messa in GIOCO!

 

Qui la presentazione ufficiale della mostra Agedo-Milano.

RITRATTO DI FAMIGLIE

La mostra fotografica di Alle Bonicalzi per e con Agedo Milano
22 novembre 2025 | 17 gennaio 2026
Biblioteca Sormani di Milano
C.so di Porta Vittoria 6
INCONTRO CONCLUSIVO SABATO 17 GENNAIO ALLE 15,30.

RINGRAZIAMENTI

Oltre al dovuto ringraziamento alla splendente associazione Agedo Milano, alle singole famiglie partecipi di questa avventura ma anche alle altre, al direttivo intero e, ovviamente, alla presidente Cinzia Valentini, il primo ringraziamento va a Monica Verga – anche lei parte del direttivo e protagonista in mostra – che ha permesso questo felice e fertile incontro e, quindi, l’esistenza stessa di Ritratto di Famiglia. Grazie Monica, davvero!

Ringrazio poi chi mi ha aiutato a dipanare alcune… matasse sia estetico-artistiche sia concettuali.
In ordine di apparizione: grazie a Sara Sostini, a Carla Giovannone, a Nicola Maria Lanni e a Selene Lucia Losito per la primissima messa in quadro del progetto; grazie a Francesco Sibani e a Lisi Tallone per la consulenza filosofica aperta alla prospettiva queer; grazie a Sofia e Agata Lanni per i feedback diretti e… spietati (;-)) e a Laura Moretti per la consulenza estetico-curatoriale.

Grazie anche a Pierluigi Pagani di Linotipia Artigiana Snc per le stampe e a Gin Angri che ha fatto da tramite!

E, ultimo ma non ultimo, grazie a chi mi è famiglia.
Nella speranza di saper essere io stessa famiglia per le persone a cui voglio bene.

Alle Bonicalzi e Carla Giovannone alla mostra Ritratto di Famiglie (sulla sinistra Barbara Morandi, presidente dell’Accademia della Cura). Foto ©MonicaVerga

SCOPRI TUTTA LA STORIA DEL PROGETTO

IL SET FOTOGRAFICO E IL LABORATORIO
Ritratto di Famiglia – step 1

INVITO ALLA MOSTRA IN SORMANI (A MILANO)
Ritratto di Famiglia – step 2

L’INAUGURAZIONE DEL 22/11/2025
Ritratto di Famiglia – step 3

LE VISITE RACCONTATE
Ritratto di Famiglia – step 4

OSPITI D’ECCEZIONE: PRISCILLA E VERA GHENO
Ritratto di Famiglia – step 5

INTORNO AL MARGINE: PER UNA FOTOGRAFIA ETICA
Ritratto di Famiglia – step 6

DICONO DI NOI

RASSEGNA STAMPA AGEDO-MI
INTERVISTA A REWRITERS
INTERVISTA A CIAOCOMORADIO

AGEDO

Agedo è l’associazione di genitori, parenti, amiche e amici di persone LGBT+.
E io sono loro amica, anzi, alleata (o, come dice Rachele Borghi in Decolonialità e privilegio, complice!).

Agedo-Milano fa parte di Agedo Nazionale, che ha 37 sedi in tutt’Italia. Dal loro sito:

Aiutiamo i genitori nel coming out dei figli e delle figlie, e promuoviamo il pieno riconoscimento dei diritti civili e i necessari cambiamenti sociali nel nostro Paese.
Favoriamo l’inclusione di quei ragazzi e quelle ragazze che ancora oggi temono di dichiarare apertamente il loro orientamento sessuale o la loro identità di genere, oppure trovano ostacoli nell’emergere allo scoperto nella famiglia, nella scuola, nella società.

Ci impegniamo per superare gli stereotipi che ogni giorno rendono difficile la vita della comunità LGBT+ e per eliminare ogni forma di discriminazione e di omofobia.

…………………………………………….

* NOTA AL LINGUAGGIO. In questo documento e in tutti i materiali per la mostra si utilizzano alcuni caratteri particolari nell’uso di nomi e aggettivi che solitamente si declinano o al femminile o al maschile. In particolare si usa il cosiddetto scevà lungo /3/ per il plurale; la chiocciola /@/ o lo scevà corto /ə/ al singolare e, talvolta, l’asterisco /*/, utile per accorpare casi misti. Nel parlato, invece, è possibile e usato sospendere la vocale finale al singolare e utilizzare la /u/ al plurale.
Non sono sviste, bensì esperimenti linguistici non esclusivi e non binari, che aprono all’accoglienza della differenza. Pur nella consapevolezza della fatica che questo possa comportare nella lettura, si confida ne valga la pena e si augura a tuttɜ un approccio flessibile e curioso, alla mostra Ritratto di famiglie e alla vita!

ATTENZIONE L'USO FUN@M%#L!©4 DEL LINGUAGGIO AMPIO È CONTAGIOSO!

No Comments

Post a Comment