FOTOGRAFARE LA MUSICA (TRITTICI)

Arianna
PAINT IT BLACK – The Rolling Stones
 
Foto 1:
NIKON D3100
50 mm (18-55)
Priorità diaframma
Luce naturale + pannello riflettente
f 8
1/30 sec
ISO 100
 
Foto 2:
NIKON D3100
38 mm (18-55)
Priorità diaframma
Luce naturale
f 5
1/30 sec
ISO 250
 
Foto 3:
NIKON D3100
50 mm (18-55)
Priorità diaframma
Luce naturale
f 8
1/30 sec
ISO 110
 
Le tre immagini seguono la sequenza del testo della canzone: la porta rossa, i colori, tutto diventa nero partendo dagli oggetti e arrivando al corpo (il piede), immerso in una pozza nera (simile al “nulla” di Neverending Story, che tutto abbraccia e inghiotte).
 
Ho voluto provare a costruire immagini pulite ed equilibrate, con la tempera nera a fare da “ponte” ideale tra una foto e l’altra.
La prima foto non mi soddisfa pienamente, anche perché ho dovuto costruire fisicamente la porta rossa con qualche barbatrucco (quindi non sono sicura sia credibile). Mi sarebbe piaciuto avere a disposizione una porta reale, con anche ciò che sta attorno, invece ho dovuto stringere molto l’inquadratura. Certo questa finzione mi ha permesso di rendere bene l’effetto della colata (in grande avrei fatto molta più fatica). Non sono riuscita a utilizzare al meglio la luce.
La seconda foto è la mia preferita, e quella più pensata. Mi piace il taglio e la vividezza dei colori, forse ho dei dubbi sulla messa a fuoco, che non so se sia del tutto corretta. Inizialmente ho pensato di costruire il trittico aggiungendo a questa una foto una precedente con meno nero e una alla fine con i pastelli completamente ricoperti (mi sono lasciata condizionare da ciò che ha postato Joachim nel gruppo!!). Poi però ho pensato che la sequenza fosse troppo banale, e ho cambiato idea.
La terza foto è quella che mi ha dato più problemi. E’ un auto scatto, quindi l’inquadratura del piede piuttosto obbligata, ahimè… l’idea era quella di avvolgere di nero una parte del corpo: idealmente avrei scelto di farmi colare la tempera sul viso, ricoprendo gli occhi. Ovviamente ho desistito perché nessun modello si prestava e io non potevo scattarmi una foto senza usare i miei occhi!! Il risultato è così così secondo me.

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Beatrice
REVOLUTION – The Beatles
(ci sono due versioni, quella che preferisco realmente più "rock") 
Ho scelto per tutte il bianco e nero perché la canzone è di un'altra epoca e volevo che questo fosse il punto di unione delle tre fotografie. 

FOTO N.1 (meringa sbriciolata) 
But when you talk about destruction/
Don’t you know that you can count me out. 
Ma quando parlo di distruzione/
Non sai che puoi considerarmi fuori. 
Volevo rappresentare il concetto di distruzione con un approccio leggero e non drammatico, perché la canzone non vuole essere tragica, e non vuole trattare una rivoluzione violenta. Quindi ho sbriciolato una meringa, zucchero puro e ne ho lasciati dei pezzi un po' più grossi per non farla sembrare solo polvere, l'ho fatto su un tavolo di vetro e ho scattato la foto dal basso perché sembra che le briciole più a lato stiano ancora volando, come se ci fosse stato uno scontro tra la meringa e la superficie.
 
FOTO N. 2 (banconota) 
But if you want money for people with minds that hate/
All I can tell you is brother you have to wait.
Ma se vuoi soldi per gente con pensieri d'odio/
Tutto quello che posso dirti è fratello devi aspettare.
La provenienza della banconota (Russia) non è rilevante, ho cercando di nasconderla il più possibile perché la mia non è assolutamente una scelta politica ma l'ho utilizzata perché mio padre lavora in questo paese e il valore della banconota è molto basso (16 cent circa).
Una rivoluzione è sempre contro un sistema, un'istituzione e la banconota in questa foto li rappresenta. L'ho tagliata perché la rivoluzione cerca di cambiare e a proprio parere migliorare. Ma come dice la canzone, per dare soldi a persone piene di cattiveria, bisogna aspettare (per non rischiare) e dunque i tagli significano anche questo, piuttosto che dare soldi a persone con cattivi pensieri è meglio svalorizzarli completamente.

FOTO N.3 (ritratto) 
You tell me it’s the institution/
Well, you know/
You better free your mind instead. 
Mi dici è l'istituzione/ 
Beh, sai/ 
Faresti meglio invece a cambiare la tua mente. 
Ho ritratto una mia cara amica, che ha sempre pronto un sorriso e questa è una fotografia capitata: le condizioni climatiche, il soggetto e la luce si prestavano esattamente per realizzare la mia idea, fortuna?
Il sorriso nascosto tra i capelli è la convinzione di chi inizia una rivoluzione con ideali in cui crede, i capelli trasportati dal vento sono i pensieri travolti dalla voglia che caratterizza chi è fiero dei prodotti della propria mente. La rivoluzione di questa foto è un trambusto però pacato, giovane, travolgente e sorridente. 

Io adoro i Beatles, li ascolto da sempre. 
Ci sono dettagli nelle loro creazioni che non posso fare a meno di amare; questa canzone inizia con un urlo di Paul McCartney, inimitabile, fantastico. Rappresenta da sempre l'idea della mia minuscola rivoluzione adolescenziale.

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Cecilia
BUON VIAGGIO – Cesare Cremonini
 
1.
Fujifilm FINEPIX HS 50 EXR
4,4 mm
in auto
f 4,5
1/550
ISO 100
E' l'inizio del viaggio, ma può essere il ritorno. Se è l'andata lasciamo alle spalle la città e con essa le sue strutture e le noie che ci limitano l'orizzonte, ma che forse ritroveremo al ritorno.I binari ci indicano il  percorso.

2.
4,4 mm
auto
f 5,6
1/600
ISO 100
via via che il viaggio continua si allarga l'orizzonte, ci si sente più leggeri, continua il percorso :la strada ce lo indica.

3.
95,6 mm
in auto
f 5,6
1/750
ISO 100
Ora il percorso è la scia bianca dell'aereo nel cielo senza nubi: una meravigliosa sensazione di libertà. Buon viaggio, comunque vada.

Queste tre immagini sono tappe di un viaggio, ma ognuna può rappresentare il viaggio. La ferrovia, la strada, la scia indicano un percorso da seguire, il colore del cielo che diventa sempre più azzurro e gli elementi artificiali che diminuiscono sono la metafora del senso di libertà dalle preoccupazioni quotidiane che un viaggio e un cambiamento possono trasmettere.

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Francesca
A MODO TUO – Elisa

Foto Scattate tutte in manuale con Canon EOS 7d con zoom 18/200
Prima foto : semafori
ISO 100
80mm
f/5
1/40
Seconda foto : i divieti
ISO 100
18mm
f/3,5
1/100
Terza foto : le code
ISO 100
100mm
f/5,6
1/100

Le foto rappresentano la canzone
''A modo tuo'' di Elisa nella strofa :

Sarà difficile vederti da dietro
Sulla strada che imboccherai
Tutti i semafori
Tutti i divieti
E le code che eviterai
Sarà difficile
Mentre piano ti allontanerai
A cercar da sola
Quella che sarai

Ho pensato di unire il trittico con un comune denominatore rappresentato dai segnali stradali e dal traffico.
Il verde del semaforo come indice di via libera che si contrappone al divieto e alle code, come segni di difficoltà , nel traffico così come nella vita.

Come unione cromatica ho scelto il verde della natura nelle ultime due foto e aspettando il verde anche nel semaforo, nella prima.

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Gennj
HUMAN – Rag'n'Bone Man 

fotocamera canon eos1300D
Foto1:
f/6.3 manuale   1/250s autom.  ISO-800 autom.  distanza focale 154mm   luce naturale 
Foto 2:
f/7.1 manuale   1/100 autom.   ISO-1000 autom. distanza focale 56mm    luce naturale
Foto 3:
f/14 manuale   1/160 autom.    ISO-1600 autom.  distanza focale 117mm  luce naturale

Questa canzone parla dell'essere SOLO un essere umano. Quando la sento (forse influenzata dal video stesso della canzone) mi vengono in mente sempre i volti delle persone, che da sole raccontano molte cose, soprattutto gli occhi.  La mia idea era di rappresentarla facendo tre primi piani molto vicini che mettessero in evidenza gli occhi in tre espressioni diverse. Purtroppo i miei soggetti mi hanno regalato solo espressioni buffe che non c'entrano molto col tono della canzone e ad un certo punto si sono messi dietro la fotocamera. Così, anche se controvoglia, un primo piano è il mio.
Nelle foto originali il colore distoglieva troppo l'attenzione dagli occhi. In questo caso, secondo me, il bianco e nero li ha messi in risalto. Dalle espressioni definirei i soggetti  1: insolente, 2: determinato, 3:accigliato. 

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Giovanna
NIENTE PAURA – Ligabue
Foto scattate con Nikon Coolpix P530
Lunghezza focale 85
modalità di scatto: automatica (o mi concentro sulla composizione o sulla modalità "tecnica", che ancora non padroneggio)
Luce: naturale (due finestre a destra e a sinistra degli oggetti)
Diaframma: 3.0
Tempo: 1/25
Iso: 400
Elaborazione : la 3005 è stata leggermente tagliata in post produzione
Ho capito perché i fotografi hanno un assistente!
Nel trittico ci sono tre oggetti che naturalmente richiamano il testo della canzone : 
- la luna si vede perfino da qui
- a parte che gli anni passano per non ripassare più
- per un desiderio che esprimi te ne rimangono fuori altri cento

Il collegamento è il colore della stoffa scelta per il fondo (un blu cangiante) e i pezzettini di carta colorata che esprimono le note musicali, lo scorrere della canzone, il tempo che passa, "muovono" un po’ le fotografie...
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Ivana
VOLARE (NEL BLU DIPINTO DI BLU) – Domenico Modugno
Devo ammettere che non ho faticato molto poiché durante il fine settimana ho volato nel blu dipinto di blu.
2 foto del trittico (la 2 e la 3) le ho scattate in volo. 

La prima rappresenta invece una pista spinta verso il volo nel blu la seconda il mondo che pian piano sparisce ed infine la terza volavo più in alto del sole ed ancora più su...
 
Il testo è rappresentato dalle foto
Nel blu dipinto di blu,
Felice di stare lassù,
E volavo volavo
Felice più in alto del sole
Ed ancora più sù,
Mentre il mondo
Pian piano spariva lontano laggiù

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Joachim
ROUND MIDNIGHT – Thelonius Monk, Cootie Williams

Canon EOS 600D – Canon EF-S 18-55mm
Foto a colori – 48mm – f 5.6 – 0,2 sec – ISO 200

La Canzone:

Round Midnight è uno standard Jazz molto famoso. La ballata è caraterizzata dal tempo lento, la tonalità in minore. Il testo racconta come il narratore sta abbastanza bene fino a cena, ma il suo sentirsi peggiora andando avvanti la serata per portare i dolorosi ricordi della infelice storia d'amore e la persona amata, che prendono il sopravvento intorno alla mezzanotte. Amy Winehouse ha cantato una delle più di 1500 incisioni dicografiche.

Esprimendo il titolo un orario e parlando la canzone del tempo di una notte che passa, l'ordine delle foto racconta simbolicamente la tristezza, tentata da annegare nel whisky con gli effetti negativi consueti.

Il trittico è composto da fotografie tecnicamente identiche: l'angolazione della fotocamera (su cavalletto) dalla superficie – un tavolo semilucido di legno noce scuro „da Night“ - e la posizione del bicchiere di whiskey sono sostanzialmente le stesse.

Il bicchiere si trova sulla linea del terzo superiore, i riflessi e gli segni del liquido sotto. Il punto di fuoco sta alla base del bicchiere. Una lampada nel off produce il rilesso chiaro, senza il quale gli anelli di whiskey non sarebbero visibili.

In post-produzione ho usato un filtro per il colore (anticato), in più ho messo mano su alcuni parametri tra contrasto, esposizione, bilanciamento del bianco. I colori sono sostanzialmente quelli del tavolo, anche se il whiskey si stacca un poco dal colore del tavolo. Ho fatto delle versioni delle stesse foto in b/n, visto l'uniformità cromatica del originale; tuttavia preferisco la versione a colori.

La composizione (questa volta) è molto semplice, in più non varia sostanzialmente tra i tre momenti della serata. La monotonia e la solitudine del bicchiere sul tavolo, oltre alla storia che racconta la serie, esprimono lo stato d'animo del narratore della canzone.

Sono abbastanza contento. Le foto funzionano con il titolo, indipendentemente dalla musica; chi invece se ne intende (magari conoscende la versione di Amy Winehouse – io preferisce quelle di Wes Montgomery, chitarrista USA), ha ulteriori modi di lettura.

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Lara

COME UN PITTORE – MODÀ

foto 1 
canon EOS 550D
f/7.1
1/125sec.
ISO 100
distanza focale 47mm

foto 2
canon EOS 550D
f/7.1
1/125sec.
ISO 100
distanza focale 46mm

foto 3
canon EOS 550D
f/4
1/50sec.
ISO 100
distanza focale 28mm

Ho cercato di raccontare il mondo a colori come descritto nella canzone. 
le foto sono state scattate durante una festa di compleanno nella comunità dove lavoro. 
Ho cercato di usare la semplicità. 

Non sono molto soddisfatta del lavoro, non sono riuscita a rendere bene quello che descrive la canzone ma in queste settimane non sono stata ancora bene e il tempo ha scarseggiato. Avevo in mente altro che proverò a fare in questi giorni.

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Nevio
IMPRESSIONI DI SETTEMBRE – PFM

Foto 1: t. 1/200; ISO 800; f. 8
Foto 2: t. 1/400 ISO 400; f. 11
Foto 3: t. 1/250; ISO 400; f. 10

La canzone scelta è "IMPRESSIONI DI SETTEMBRE" (ott. 1971) della PFM (Premiata Forneria Marconi) dall’LP Storia di un minuto (gen. 1972)
Nel 2015 la prestigiosa rivista inglese CLASSIC ROCK, ha inserito PFM al 50º posto tra i 100 migliori artisti di tutti i tempi.

Quante gocce di rugiada intorno a me
cerco il sole ma non c'è
Dorme ancora la campagna o forse no
è sveglia
mi guarda
non so
Già l'odore della terra
odor di grano
sale adagio verso me
e la vita nel mio petto batte piano
respiro la nebbia
penso a te
Quanto verde tutto intorno
e ancor più in là
sembra quasi un mare l'erba
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda
Un cavallo tende il collo verso il prato
resta fermo come me
Faccio un passo
lui mi vede
è già fuggito
respiro
la nebbia
penso a te
No cosa sono adesso non lo so
sono un uomo
un uomo in cerca di se stesso
No cosa sono adesso non lo so
sono solo
solo il suono del mio passo
e intanto il sole
tra la nebbia filtra già
il giorno
come sempre
sarà

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Serena
GLI ANNI – 883
Canon 1200D 
Priorità tempo
1/20 iso 3200 (vale per le prime due foto del collage. L'ultima, la signora alla finestra, è una foto scattata tempo fa probabilmente in automatico.)
Leggera postproduzione su photoshop

In queste tre foto ho voluto sottolineare l'aspetto quasi nostalgico che si può cogliere nella canzone riguardo il tempo che passa, riprendendo la frase "il tempo passa per tutti lo sai, nessuno indietro lo riporterà neppure noi".
Ecco perchè ho voluto inserire nel collage l'immagine di un' anziana affacciata alla finestra che guarda il mondo in continuo cambiamento.
La prima immagine del collage si lega più invece alle frasi ripetute spesso nella canzone "stessa storia, stesso posto, stesso bar", come ad indicare una sorta di punto di ritrovo. 
La seconda immagine è invece più legata al ritornello, che parla, oltre che del ricordo dei tempi passati, anche delle amicizie e delle compagnie.