PhilosopHERs a MIA PHOTO FAIR 2026 con Tau Visual
Un trittico, parte della serie PhilosopHERs, è stato proposto a MIAPHOTO FAIR di quest’anno, presso lo stand Tau Visual (l’Associazione Nazionale Fotografi e Fotografe Professionist3 di cui faccio parte anche come direttivo). Al centro Ex nihilo nihil, nella versione esposta anche a Bologna con CHEAP. Il messaggio? Riconoscere autorevolezza al pensiero e alla produzione teorica e creativa delle donne e delle soggettività marginalizzate! A partire dalla storia della filosofia.

Di donne, fotografia e filosofia
PhilosopHERs è un progetto multisciplinare che spazia tra filosofia e fotografia, alla riscoperta delle donne inVISIBILI che hanno pensato nella storia. Perché sì, ce ne sono state. Eccome!
La serie è in fieri ed è associata a inVISIBILI, il nuovissimo laboratorio fotgrafico-creativo per adolescenti!
PhilosopHERs – dalla storia della filosofia
Guardando la storia del pensiero occidentale dal mio osservatorio nutrito da anni di attivismo per i diritti (anche) delle donne, non può non balzarmi all’occhio un ‘dettaglio’.
Talete, Pitagora, Socrate, Platone, Aristotele, Epicuro, Agostino, Tommaso, Cartesio, Leibniz, Hume, Voltaire, Kant, Hegel, Nietzsche, Marx, Heidegger, Sarte… Sono tutti filosofi. Uomini. Maschi.
Come lo sono (quasi) sempre, non solo nei libri di filosofia (tre soli i nomi citati – Arendt, Weil e de Beauvoir – relegati al Novecento).
Diversi studi ci avvertono che quello filosofico è tra gli ambiti di maggior discriminazione sessista: a fronte dell’alto numero di iscritte alla facoltà, irrisorio è il numero di cattedratiche o, comunque, di personalità e speaker di portata internazionale.
E, no. Non dipende dalla preparazione. È comprovato.
Ma la domanda allora è: esistono ed esistevano filosofe? Donne. Femmine.
Certo che sì. Solo che non si vedono. Non si leggono. Non si ascoltano.
Temistoclea, Diotima, Aspasia, Ipazia, Leonzia, Ildegarda… sono solo alcuni dei loro nomi, spesso ammantati di mistero e avviluppati tra le pieghe del tempo, senza che la Storia (con la maiuscola) le abbia integrate e tradotte fino a noi. Peccato. Perché obliandone il pensiero e l’esistenza ci perdiamo un gran pezzo di ciò che invece è stato.
Chi di voi sa che, accanto alla Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, solo un anno dopo (siamo nel 1791) Olympe De Gouge scrive la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina?
… Appunto.



La pazienza con cui, in associazione, accolgono i temi transfemministi che porto con il mio lavoro e attivismo!
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