DI DONNE E DI DEE – Ritratti in light painting
Io penso che la bellezza risieda in ciascuno di noi.
Il light painting, «pittura di luce ‘gentile’» – come l’ha definita una mia… cavia – consente di ‘estrarre’ tale bellezza sotto forma di potere e mistero, complici il tempo e l’oscurità.
La cura, direi anche.
La mia idea iniziale era realizzare sette immagini relative ciascuna a uno degli archetipi femminili riconducibili alle divinità greche di cui parla la psicanalista J. Bolen nel suo saggio Le dee dentro la donna (1984). Le dee in questione sono: Estia, Artemide, Atena, Demetra, Persefone, Era e Afrodite. La tecnica fotografica prescelte è la ‘pittura con la luce’.
LIGHT PICTURES
Ultimamente un mio desiderio è dipingere (letteralmente) alcuni (auto)ritratti, tramite la tecnica del light painting, provando a verificare se l’esperienza stessa dello scatto prolungato nel buio possa armonizzarsi in qualche modo con l’esperienza dell’archetipo (che ogni donna dovrebbe poter attivare in sé e che, all’occorrenza, le può servire nella vita).
Fotografia come meditazione: mi piace!
A livello compositivo e di texture, invece, il riferimento per me più valido è la pittura e l’iconografia cinque-secentesca (Caravaggio*, Rembrandt…) ma anche i paesaggi liquidi di Turner e, mi si conceda, certi preziosismi secessionisti à la Klimt**: mi interessano per la pastosità del ‘colore’, per il rapporto nero-luce e per la maestria ritrattistica. L’incertezza e la deformazione di alcuni tratti anatomici (dovuti alla tempistica imposta al ritratto dalla tecnica scelta) rimandano invece a certo ‘espressionismo’ a me caro, che parte da El Greco per arrivare a Francis Bacon.
Determinante, per me, è fare tutto in macchina, in presa diretta.
Nessun effetto speciale posticcio, nessun fotoritocco!
L’esperienza fotografica è parte integrante del processo.
Ho realizzato le prime immagini, a partire da me.


Proponendo poi la medesima esperienza ad altre donne (ma non c’è alcun motivo intrinseco per non proporre l’esperienza anche a uomini).


Nonché a coppie, di amanti, di genitori, di amiche o amici!

La cosa funziona! Le possibilità sono infinite.

La proposta è aperta: la prossima Dea potresti essere tu!
Preventivi su misura, contattandomi via mail: info@allebonicalzi.com
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Sullo stesso tema:
* Qui una mia interpretazione in light painting, alla luce di Caravaggio.
** Qui una mia interpretazione in light painting, alla luce di Klimt.
Qui, inoltre, light painting, creatività e maternità.
Qui, invece, sulla bellezza e il ritratto in light painting.
Chiara Grasselli
27 Febbraio 2015 at 15:43Il lavoro sull’immagine di sé nelle vesti di una dea, é un atto di consapevolezza importante…e divertente. La scoperta di sé passa attraverso il timore del porsi di fronte ad un obiettivo e la naturalezza che deriva dall’essere in una luce soffusa. Passa attraverso il gesto e la posizione del proprio corpo: cosa é confortevole, cosa lo é meno, in quale movimento stiamo bene ed in quale invece un velo di sana irrequietudine ci fa solletico. Passa attraverso la scelta di ciò che vogliamo o siamo invitate a rappresentare: a noi decidere come metterci in gioco, a noi la possibilità di essere femminili o il contrario, materne o il contrario, strategiche o il contrario. E la piacevolezza del ritratto, accompagnata dalla delicatezza di Alle, una fotografa lieve, la cui intensità si presenta agli occhi nelle immagini create e la cui dolcezza si vive per tutta la durata dell’ incontro.
E poi….é divertente! E ritrarsi con un’ amica….ancora di più! 🙂 E questo… é bello! 🙂
Grazie Alle!
alle bonicalzi
2 Marzo 2015 at 7:36Grazie Chiara!
Vale anche per te, ovviamente, il commento sotto…
E vale anche per Vale (!) questo: so che state preparando un seminario aperto, sul tema delle dee dentro la donna, tra indagine psicologica e ricerca del movimento nello spazio…
Dove? Quando? Come?
<3
Valentina Liuzzi
27 Febbraio 2015 at 17:01Lasciare che la propria immagine venga dipinta dalla luce mentre intorno è il buio è un’esperienza di grande impatto psicologico. Uno svelarsi letterale, perché in realtà non sempre la luce illumina il modo che avevi di vederti. Ti fa aprire gli occhi su piccoli universi paralleli di te che si muovono…alla velocità della luce. Certo che la mano che ti dipinge la luce addosso al buio tra te e la camera è importante. Non avrei potuto che scegliere – ancora – Alle.
alle bonicalzi
2 Marzo 2015 at 7:34Grazie Vale!
Per inciso, e non è secondario, tu e Chiara mi avete portata al mondo delle Dee ed era per me doveroso restituirvi in qualche modo l’offerta! Scoperte per scoperta, in cammino conoscitivo, sempre. Tra psicologia (tua), movimento e danza (di Chiara) e foto-filosofia (mia)!
Procediamo?
😉
alle bonicalzi
6 Marzo 2015 at 18:36Chi volesse ‘misurarsi’ con le dee che ha dentro di sé, per attivarne le risorse, per conoscersi meglio, il consiglio è duplice: fatevi fare una foto da me e/o fatevi questo bel viaggio, tra psicologia e danza-movimento:
https://www.facebook.com/events/385152768331668/
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