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ALLA LUCE DI KLIMT – Paternità in light painting

SEMPRE SUL RITRATTO IN LIGHT PAINTING E SUL CAMMINO LUMINOSO NEL MATERNAGE, SI PARLAVA DI ARTE E DI FOTOGRAFIA DI FAMIGLIA.
SI È ACCENNATO A DUE STORIE*, CHE SONO POI UNA SOLA.

Dopo Caravaggio e il punto di vista di una madre… Klimt e la paternità in light painting.

KLIMT: D’ORO ELEGANTE E DI SENSUALITÀ AVVOLGENTE

È l’alba di un nuovo giorno, la luce dell’acerbo sole irradia la terra con il medesimo calore con cui lo sguardo di un innamorato investe l’oggetto del suo amore.

«Io, invece, – sussurra lui, sornione – adoro Klimt. Meno drammatico, meno violento di Caravaggio, ma altrettanto estremo: di un’eleganza preziosa e sensuale ad un tempo che, lo ammetto, mi commuove.» Non riesce a staccare gli occhi dalla sua compagna: traspare tra loro un’intesa così dolce e potente da avvolgerli in una sorta di involucro, di cui lui è il custode… della custode.

Di nuovo, io sono assolutamente d’accordo. Un’estetismo, quello di Gustav Klimt, pregno. Mai vuoto. Un’astrazione comunque corposa, voluttuosa. Tra cesello, intaglio floreale e simbolo, dalle sue tele emerge un mondo palpitante e suggestivo, letteralmente: un mondo che suggerisce altro da sé e muove a un’indagine più approfondita. A un’esperienza più intensa. Preziosa, come l’oro dal pittore tanto utilizzato.

«Io ci tengo ai dettagli.» In piedi, nel suo metro e novanta, sovrasta la minuta compagna come la vetta di una montagna un frutteto. La casa è curata nei particolari, i tessuti abbinati nei colori. Piccoli segni tradiscono la cura di chi li ha lasciati.

Klimt era figlio di un’orafo, formato alla scuola artigiana di chi sa piegare la materia ad arte, dandole forma di sogno e desiderio. Intriso di quell’atmosfera secessionista che ha ingentilito l’intera Europa oltre un secolo fa, sbalzava immagini opulente e aggraziate, capaci di lasciar trasparire una sensualità a tutto tondo: nelle sue opere si vede, si sente, si tocca…

Le note di un jazz d’antan si diffondono, suadenti, per la casa. Lei si accoccola al suo fianco e, sollevato il viso, accoglie quello di lui tra le morbide mani; ricurvo come un albero al vento – che si piega compiacente, ma non si spezza – lui ricambia l’abbraccio distribuendo equamente le sue carezze alle due donne a cui tiene di più al mondo.

La bambina verrà presto alla luce. Nel frattempo disegna capriole nella culla materna che l’accoglie. Gentile, la mano paterna delinea solleticanti ghirigori sull’epidermide sensibile. Il primo contatto, pulsante, a fior di pelle.

Custodi di una nuova vita a venire, ormai non sono più soli.

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Con questo lavoro ho voluto celebrare la genitorialità sbocciante di questa coppia.
Dipingendone di luce i corpi, incastonando con il colore e la forma il gesto duttile che custodisce il mistero della nascita.
Guidata dalla luce di Klimt.
È quello che i francesi chiamano
hommage.
Noi potremmo chiamarlo
tributo, se non fosse che il termine italiano implica uno sgradevole senso del dovere.
Il nostro omaggio a Klimt, invece, è totalmente gratuito, libero, leggero!
Eppure così intenso.

*La prima parte della storia è qui: ALLA LUCE DI CARAVAGGIO – MATERNITÀ IN LIGHT PAINTING

Tra le sessioni più commoventi che io abbia mai realizzato, davvero.

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