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L’ABBRACCIO: DI MUSICA, AMORE E FOTOGRAFIA

L’abbraccio è un’adesione, che sa di musica, amore e fotografia.
Storia di una sessione fotografica in light painting che celebra l’amore ri-tovato: al ritmo di Music, tra stole e sete indiane, alla luce (!) di rimandi pittorici.

Buon viaggio, tra musica, amore e fotografia. 

La pittura trasforma lo spazio in tempo,
la musica il tempo in spazio.

Hugo Von Hofmannsthal

Quando mi hanno chiesto di realizzare un servizio fotografico di coppia molto intimo, io ho subito proposto una sessione in light painting (‘pittura di luce‘).
Il perché è presto detto: luci soffuse, tempi lunghi… un’esperienza profonda, potente e gentile ad un tempo. Proprio come l’amore.
Amore e fotografia. Uniti.

– Che cosa vi ha convinto a scegliere la tecnica del light painting?
– Volevamo delle foto che ritraessero il nostro “amore” e questa tecnica ci ha dato l’’idea di poter rappresentare i sentimenti, più che i soggetti stessi […] 

Quando a chiedermi un servizio fotografico del genere, poi, sono due musicisti, la sessione in light painting si fa ancora più intensa.
La colonna sonora, infatti, diviene parte integrante del tempo vissuto dello ‘scatto’, che è lento, sinuoso e scandito dalla danza dei gesti. Proprio come l’amore.
Musica, amore e fotografia. Avvinghiati.

Questo è L’Abbraccio.

 

ABBRACCIARE È ADERIRE

L’abbraccio non è un gesto come tanti.
È potente. E quando alla potenza unisce la gentilezza, trasforma.

L’abbraccio è corpo. Abbracciare è cingere, stringere e allacciare.
L’abbraccio è intenzione. Abbracciare è dedizione e cura.
L’abbraccio è sguardo. Abbracciare è contemplare con riguardo.

There is a light / Above my head / Into your eyes / My face remains
(C’è una luce su di me: Nei tuoi occhi si trattiene il mio volto)

Madonna, Paradise (Not For Me)

 

 COME COMPORRE IN MUSICA

Fare musica insieme prevede di accordare i propri strumenti e accordarsi l’un l’altra.
In amore, come in musica, è questione di dare forma a un’unità nuova, capace di raccontare la storia di due individui differenti eppure decisi a correre il rischio di con-promettersi a vicenda.
In fotografia, come in amore e in musica, è questione di comporre qualcosa che abbia più senso della mera somma delle parti.

– Qual è la sensazione che vi è rimasta maggiormente impressa a fine sessione?
– Una grande emozione. È come se l’’immagine prodotta ci avesse restituito tutta l’’energia che noi abbiamo messo nel crearla: traspare un forte senso di “unione”, è un abbraccio per la vita.

La musica fonde insieme
tutte le singole parti del nostro corpo.
Anaïs Nin

RI-COMPORRE LA FORMA DELL’AMORE

Sebbene – a volte – innamorarsi non sia difficile, non facile – spesso – è continuare ad amarsi.
Scegliersi e tornare a scegliersi ogni giorno.
Perdersi e tornare a prendersi, di tanto in tanto.

– Che significato ha per voi L’Abbraccio?
– Già in fase di pianificazione con la fotografa, abbiamo intravisto nel lavoro il significato di “venirsi a prendere” quando uno dei due è in difficoltà, nel senso di correre in aiuto dell’altro, di riportarlo a sé. Tutto intorno ci può essere il caos della vita, ma la nostra coppia è salda, unita e felice.

Il difficile è consegnarsi all’altra persona per ciò che si è.
Mettersi a nudo.

– È stato difficile esporsi così tanto, mettersi letteralmente a nudo?
– Assolutamente no. Conoscevamo già la fotografa, con la quale avevamo realizzato altri lavori più “classici”, e per questo avevamo già avuto modo di apprezzare il suo modo di lavorare, il suo modo di metterti tranquillamente a tuo agio. Ci è piaciuto molto anche perché ti senti un po’ un attore… una “star”…

L’amore è difficile perché rivoluzionario: è un continuo rinnovarsi e ri-formarsi.
Più che umano, stellare. Cosmico.

[…] Dos cuerpos frente a frente /son a veces rafees /en la noche enlazadas.
[…] Dos cuerpos frente a frente / son dos astros que caen / en un cielo vado.
Octavio Paz 1944

(Due corpi fronte a fronte / sono a volte radici / nella notte allacciate.
Due corpi fronte a fronte / son due stelle cadenti / nel firmamento vuoto.)
(Traduzione di Maria Pia Lamberti)

– Avete scelto stoffe indiane, perché?
– L’’India ha per noi un significato molto forte: ci andammo insieme e – ce ne siamo resi conto solo dopo – ci ha “rimescolati” e “ridati” l’’uno all’’altra.
Per dirla in Hindu:
Shiva ci ha distrutti affinché potessimo ricostruire il nostro “mondo” migliore di prima‘.

ABBRACCIARE CON LO SGUARDO:
Amore e fotografia, in light painting

Si è parlato di musica, amore e fotografia: in un viaggio capace di con-tenere e includere diversità, strappi, dolori. In un abbraccio inclusivo, che si fa sguardo.

Lo sguardo alle volte può farsi carne,
unire due persone più di un abbraccio. 

Dacia Maraini

Abbracciare con lo sguardo è ciò che fa, essenzialmente, la fotografia.
Tutta? Non so. La mia sì.
Per me, sempre, la fotografia è chiamata a con-prendere l’orizzonte altrui.
Per me, in particolare, la fotografia in light painting è votata a dare corpo e luce al soggetto, dipingendone (letteralmente) un ritratto potente e gentile.

Come un abbraccio.
Come la musica.
Come l’amore.

La fotografia. In light painting.

– Consigliereste una sessione in light painting?
– Assolutamente sì. A noi è piaciuto tutto e l’immagine finale è fantastica!
– Quale tipologia di persona, secondo voi, apprezzerebbe particolarmente essere ritratta in questo modo?
– È perfetta per chi è alla ricerca di uno sguardo che vada al di là del soggetto.

I corpi hanno la propria luce, che consumano nel vivere:
essi bruciano, non sono illuminati dall’esterno.
Egon Schiele*

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* Di Egon Schiele è Gli amanti (o L’abbraccio), un olio su tela di 100×170 cm del 1917 conservato oggi a Vienna, cui in parte si ispira questa sessione fotografica in light painting.

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