PERSONALI

Perché fai fotografia di reportage?

Per restituire alle persone una narrazione di sé articolata ed emotivamente pregnante.

Perché fai ritratti?

Perché le persone sono – ai miei occhi – il soggetto più interessante, vario, intenso, complesso e spesso che esista.
Mi interessano le storie dietro i volti. Mi interessa restituire uno sguardo altro su quelle storie ai diretti interessati.

Perché il light painting?

Perché è una fotografia gentile e potente al tempo stesso. Altamente creativa ed empatica. Più che una sessione fotografica, una performance, congiunta. Un’occasione di scoperta di sé, protetti dal buio e da un progetto condiviso.

Fai parte di qualche associazione fotografica?

Sì, faccio parte di Tau Visual, l’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti. Il che vi garantisce la mia adesione al suo codice deontologico, nonché una totale trasparenza contrattuale e fiscale.

Perché hai scelto il motto Photography through blue eyes?

L’inglese è un po’ un vezzo, suona meglio di Fotografia attraverso gli occhi blu! Ma il significato è per me assai importante.
Strutturalmente, la fotografia non è oggettiva, è un’affermazione soggettiva: implica sempre molteplici scelte (inquadratura, attimo, obiettivo, impostazioni di scatto…) che costruiscono il significato finale dell’immagine. Fare fotografie è cioè, fare un discorso, prendere posizione. Le mie foto sono la mia posizione in merito a ciò cui assisto.
Chiedermi di fotografare voi e la vostra famiglia è chiedermi di restituirvi una riflessione su di voi attraverso la mia sensibilità, il mio punto di vista, il mio sguardo.
I miei occhi, blu. Appunto.

Da dove viene il tuo logo? Chi lo ha disegnato?

Sono molto affezionata al mio logo, che mio marito ha progettato e disegnato per me. Semplice, diretto ma anche ‘emozionale’ nel tratto, è la stilizzazione del (mio) occhio blu, di cui si diceva sopra. Perfetta visualizzazione del discorso sulla fotografia come punto di vista sul mondo!

È vero che hai studiato filosofia?

Sì, sono laureata in filosofia della comunicazione che è stata per me fondamentale come formazione. L’approfondimento di questa materia mi ha insegnato a progettare un discorso, anche visivo; mi ha insegnato a osservare e a capire; ma, soprattutto, mi ha insegnato a sospendere il giudizio e ad accogliere anzitutto l’altro da me. E poi la storia della filosofia è ricchissima di spunti molto interessanti da applicare anche in fotografia! Ne trovi diversi esempi nel mio blog.

È vero che hai lavorato in teatro?

Sì, ho studiato e collaborato con il Teatro Arsenale di Milano approfondendo diversi aspetti di quel mondo e di quel linguaggio (recitazione, regia, scenografia e tecniche di illuminazione). Meraviglioso, letteralmente. Mi ha insegnato moltissimo e tutto torna oggi nelle fotografie che scatto: il linguaggio del corpo, la direzione degli ‘attori’, la messa in scena e la messa in luce! E lo stupore di fronte a ogni storia che genera emozione.

Nel tuo blog, su Facebook e su Instagram ho visto che dipingi e costruisci cose (giocattoli, cornici…), cosa c’entrano con la fotografia?

La pittura e l’artigianato sono passioni antiche. Fin da piccola costruivo cose: mio padre mi portava in falegnameria, in officina, in cartiera e mia madre mi ha insegnato a lavorare il cuoio. Ho imparato ad amare i materiali, le forme e i colori. Oggi riverso queste abilità in doni per le persone cui voglio bene, nonché nel packaging degli album e delle stampe per i miei clienti: sempre personalizzato, fatto a mano, unico e irripetibile.

Che cos’è lo studio allegropanico e cosa c’entra con te?

Lo studio allegropanico è un laboratorio editoriale fondato oltre 15 anni fa da me e da mio marito: insieme realizziamo libri e non solo. Principalmente, lo studio si occupa di comunicazione e divulgazione, collaborando con aziende, istituzioni e centri di ricerca. Per gli sposi e le famiglie progettiamo gli album, i fotolibri, i libretti, le cartoline e tutto ciò che di comunicativo essi desiderino (volete un sito? Anche quello!).

Hai una famiglia?

Sì, sono sposata e ho due splendide figlie che, a volte, assecondano sorridenti i miei esperimenti fotografici. Più spesso no. Giustamente!

Hai degli animali?

Sì, due gatte, sorelle. Sono con noi da qualche anno e mi hanno insegnato molto sul loro mondo… non me lo aspettavo! Siccome il mio studio è collegato alla mia casa, se venite a trovarmi, ci sono anche loro (allergici? Ci troviamo altrove!).

Come riesci a conciliare lavoro e famiglia?

Con passione! Che è l’unica cosa che fa dimenticare la fatica e la frustrazione per ciò che non si riesce a fare.
Ah, e con la strettissima e preziosissima collaborazione di mio marito, che è compagno, amico e socio!